“Quando una classe dirigente come quella italiana non sa cosa fare, deve interpellare il suo faro, che è la Costituzione. E la nostra Costituzione ci vieta di partecipare a guerre per risolvere controversie internazionali. Che altro è diventata questa guerra, se non il tentativo di risolvere una controversia internazionale con le armi?”. Così, a “Otto e mezzo” (La7), si pronuncia il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che aggiunge: “Se gli inglesi, gli americani e i russi lo vogliono fare, perché così hanno sempre fatto, lo facciano. Noi no, perché non possiamo farlo. E quindi dobbiamo tirarci indietro. Basta inviare armi“.

Travaglio sottolinea il ruolo marginale del nostro Paese in Europa: “L’Italia va a ritirare la lista delle armi che Zelensky passa agli americani, i quali, aggiungendone qualcuna, passano a loro volta la lista ai Paesi membri della Nato e fornisce quel poco o quel tanto che ha. Non sappiamo che cosa, perché le liste sono naturalmente secretate. Il Parlamento non esiste, non c’è un dibattito nel luogo sacro della democrazia. Non c’è mai una presa di posizione dell’Italia nei confronti di quelli che chiamiamo alleati, ma che in realtà sono i nostri padroni. In un’alleanza si può stare in posizione eretta – continua – ed è il modo che hanno i tedeschi, i francesi, i Paesi che contano. Loro si distinguono se gli americani o gli inglesi delirano, come quando Boris Johnson dichiara sostanzialmente guerra alla Russia o come quando il segretario di Stato americano, Antony Blinken, spiega che le nostre armi servono a piegare la Russia e non a difendere il popolo ucraino, ormai usato come carne da macello in una guerra per procura tra due super-potenze e i loro vassalli”.

Il direttore del Fatto conclude: “Da Draghi non c’è mai la minima presa di posizione o di distanza. Non c’è un dibattito parlamentare. I cittadini italiani non sanno niente: sentono parlare di guerra nucleare, sentono dire che stiamo mandando armi per piegare la Russia, ma nessuno ci ha informati del perché e di cosa stiamo facendo. È una situazione assolutamente eversiva ed è tutto completamente incostituzionale. È tutto deciso nelle segrete stanze. Perché, ad esempio, abbiamo partecipato a quell’adunata di guerra a Ramstein, che era un messaggio mafioso contro la missione di pace del segretario generale dell’Onu e – chiosa – un pizzino mafioso a Olaf Scholz, che aveva osato prendere le distanze dall’invio di armi pesanti per scopi offensivi e non difensivi? Noi invece andiamo lì, non diciamo niente, torniamo e nessuno dice niente. Il Parlamento è chiuso a doppia mandata e si occupa non so di quali minuzie. Questa è la situazione nella quale ci troviamo. Io credo che non dobbiamo essere preoccupati, ma angosciati di avere un governo di questo genere“.

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