L’Assemblea generale dell’Onu ha adottato per consenso, e cioè senza bisogno di ricorrere a un voto, una risoluzione che chiede la convocazione di una sessione speciale ogni volta che uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza fa uso del proprio potere di veto. “Assieme abbiamo fatto in modo che un veto non sia più l’ultima parola in materia di pace e sicurezza”, ha dichiarato la missione del Liechtenstein, che aveva portato la proposta davanti ai 193 Stati membri.

La risoluzione, la cui adozione è stata accolta dagli applausi dell’Aula, prevede un meccanismo in base al quale, entro dieci giorni dall’uso del veto da parte di uno dei cosiddetti “P5” – Russia, Francia, Regno Unito, Cina e Stati Uniti – venga convocata una riunione del’Assemblea in cui lo Stato in questione possa rendere conto della propria azione spiegandone le motivazioni alla membership.

Il Liechtenstein aveva inizialmente pensato di presentare la proposta nel marzo 2020 ma l’iniziativa non era decollata quando i lavori dell’Onu erano stati sospesi a causa del Covid. L’apparente paralisi del Consiglio davanti all’invasione russa dell’Ucraina ha contribuito nelle ultime settimane a costruire sostegno attorno alla proposta. Tra i co-sponsor della risoluzione, in tutto 83 Stati, comparivano tutti gli Stati membri dell’Ue e anche tre Paesi inclusi tra i “P5”: Regno Unito, Francia e Stati Uniti.

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