L’imprenditore e chef Giovanni Maspero, titolare del ristorante stellato del centro di Como “I Tigli in Theoria”, si trova agli arresti domiciliari da questa mattina: è accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione – avrebbe omesso di versare oltre 100 milioni di euro – e frode fiscale. Ad eseguire il provvedimento di custodia cautelare è stata la guardia di finanza di Como. Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre disposto il sequestro preventivo di circa 18 milioni di euro, nonché delle quote di una srl in liquidazione intestata a Maspero.

Il quadro delle accuse è piuttosto complesso: all’imprenditore viene contestata la “distrazione di 17,6 milioni di euro da una sua srl” in favore di “altre dieci società sempre riconducibili all’indagato” ed è accusato di un autoriciclaggio per 3,3 milioni di euro. La guardia di finanza ha inoltre rilevato il “reiterato e sistematico inadempimento, già a partire dal 2012, delle obbligazioni tributarie e previdenziali. Lo sviluppo delle indagini” hanno spiegato le fiamme gialle “ha accertato una contestata distrazione, in favore proprio o di altre società riconducibili all’indagato, della liquidità originata dal mancato versamento delle imposte con la susseguente sistematica falsificazione dei bilanci d’esercizio attribuendo alle somme distratte la natura di (inesistenti) crediti finanziari”. Per la procura di Como, le società coinvolte avrebbero omesso di versare complessivamente oltre 100 milioni di euro di imposte e contributi previdenziali, un’esposizione debitoria che ha condotto all’arresto dell’imprenditore: il procedimento penale per bancarotta, in base alla ricostruzione degli inquirenti, sarebbe partito dal ruolo di Maspero in quanto amministratore unico – dal 2014 al 2021 – della società Prima Comunicazione srl, fusa per incorporazione, insieme ad altre società, nella Giovanni Maspero &C srl. Da questa operazione, l’imprenditore avrebbe indebitamente sottratto 13 milioni di euro. L’esperienza professionale di Maspero spazia in molti campi, dalla rigenerazione degli smartphone ai laboratori di certificazione della sicurezza dei prodotti: negli ultimi 10 anni si era lanciato anche nella ristorazione.

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