La speranza di qualche spiraglio nelle trattative tra Mosca e Kiev ha fortemente influenzato la giornata dei mercati con borse e rublo in rafforzamento, petrolio e commodities on calo. In mezzo sta il gas che sale del 5% a 108 euro per megawatt/ora. Le borse europee hanno chiuso deciso rialzo, Milano a + 2,4%, Francoforte e Parigi con incrementi intorno al 3%. Le quotazioni dei cereali registrano forti cali. Il frumento è arrivato oggi a cedere l’8% a 9,72 dollari al bushel, scendendo sotto la soglia dei 10 dollari per la prima volta nel mese di marzo: le quotazioni viaggiano ora a 9,95 dollari, in calo del 5,82%. Il mais è arrivato a -4,7% e intorno alle 16,45 scambiava a 7,16 dollari, in calo del 4,31%. Il petrolio è in discesa del 3% con un barile di brent che si compra a 109 dollari

E’ salito oltre il 2,2% il rendimento dei Btp italiani a 10 anni, segnando un nuovo massimo dal gennaio del 2019. Il movimento al rialzo dei rendimenti dei bond coinvolge tutta la zona euro. Un bund tedesco rende a sua volta 12 punti base in più a 0,70%. Il differenziale di rendimento (spread) rimane pertanto sostanzialmente invariato intorno ai 152 punti. Un decennale spagnolo paga l’1,56%, lo 0,12% in più di ieri. L’equivalente francese l’1,12% (+ 12 punti base). Questa mattina il Tesoro italiano ha collocato cinque miliardi del nuovo Bot a sei mesi Settembre 2022, con un rendimento medio stabile a -0,488% (-0,484% nell’asta di un mese fa). La domanda è stata 1,47 volte l’offerta, totalizzando 7,37 miliardi di euro.

Vanno bene i listini azionari che a livello globale hanno recuperato quasi il 10% dai minimi toccati durante le prime fasi del conflitto ucraino. A spingere l’azionario sono le speranze per un buon esito dei colloqui diplomatici tra Ucraina e Russia. Si rafforza il rublo. Per acquistare un dollaro servono oggi 86 rubli, quasi la metà rispetto ai valori toccati nelle scorse settimane. Secondo l’agenzia Bloomberg la Russia sta predisponendo il riacquisto del debito in dollari in scadenza la prossima settimana per pagarla in rubli. Si tratterebbe di una “mossa per ridurre gli ostacoli per i detentori locali di ricevere fondi ed anche la quantità complessiva di valuta estera che il governo deve pagare”. Il Ministero delle Finanze sta raccogliendo le offerte ed ha offerto di riacquistare le obbligazioni, che scadono il 4 aprile, al 100% del valore nominale utilizzando il tasso ufficiale della banca centrale.

I prezzi dei bond viceversa scendono (e quindi salgono i rendimenti che sono fissi in valore assoluto ma espressi come percentuale del valore del titolo) anche in vista delle prossime mosse restrittive delle banche centrali. Significa che i tassi di interesse ufficiali saliranno, trascinando con se i rendimenti di tutti i prodotti obbligazionari. Pertanto titoli attualmente in circolazione perdono valore per allinearsi al nuovo scenario su cui incidono anche le prospettive di inflazione. Nell’ultimo mese il rendimento di un bund decennale tedesco è salito di 56 punti base, da 0,2 a 0,7%. Quello di un Btp italiano di 50 punti base. Sono rendimenti che restano comunque su valori storicamente bassi e che, per le casse pubbliche, sono compensati dal più significativo incremento dell’inflazione.

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