Dice il saggio: “Ricordati che in tv il copione c’è sempre, anche quando non si vede“. Nel caso di Alex Belli-Soleil Sorge-Delia Duran, protagonisti del “triangolo no” (ma anche triangolo sì o triangolo forse) che da mesi fa da architrave portante al Grande Fratello Vip 6, la questione non è tanto se il copione c’è ma piuttosto come viene interpretato. Piccolo riassunto per chi il reality di Signorini non se lo fosse filato di pezza: Belli, ex reuccio delle soap di Canale 5, e Soleil (professione modella, influencer e prezzemolina catodica) entrano al Gf Vip e finiscono per infatuarsi l’uno dell’altra in poche settimane. “Chimica artistica”, sintetizza lui attirandosi chilate di meme e prese per i fondelli. Aridatece subito la “questione di chimica, chimica, chi-chi-chi-chi-chimica” di Rettore e Ditonellapiaga. Ma pure Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez che pomiciano pesantemente nell’armadio del Gf.

Il copione è di quelli ipercollaudati: occhi sognanti, fiumi di parole e di sbadigli, carezze sotto le coperte, passione che monta come panna ardente, intorno i sodali compagni di gioco costretti a fare da spettatori pagati per interi blocchi (la parabola dei concorrenti da reality è questa: una volta si facevano per riconquistare la popolarità perduta, per poi strappare una gif a Trash Italiano, oggi per conquistare più blocchi possibili durante le prime serate e garantirsi un’ospitata a Mattino5). Intanto fuori dalla Casa s’incazzava Delia Duran, moglie di Belli (o presunta tale visto che Adriana Volpe, opinionista del programma, dice di avere la certezza che i due in realtà non siano sposati). A quel punto il circo Barnum è esploso toccando vette di ferocia cheap: strepiti, faccia a faccia surreali, liti a distanza, ti lascio – anzi no – lasciami tu, paparazzate, riappacificazioni, i due coniugi che se le danno verbalmente in prima serata, la Sorge che si sente vittima di una cospirazione e manda a quel paese Belli, che poi a un certo punto viene eliminato e, switch “geniale” sostituito dalla Duran. Ma non finisce qui: raddoppiano le puntate e raddoppiano pure i colpi di scena, di cui ormai si è perso il conto, ma sicuramente siamo intorno ai 304 come i cambi di casacca in Parlamento da inizio legislatura. E via andare con chiarimenti che durano quanto un acuto di Katia Ricciarelli – passata da testimone diretta a spettatrice dal vaffa sempre in canna -, nuove liti, altre promesse, decine di ciglia finte a rischio scioglimento causa lacrime, minuti interminabili di bla bla bla, Signorini che litiga con Belli, Belli che rientra in casa e un po’ flirta con la Sorge un po’ promette amore eterno alla moglie. In tutto questo scatta pure un bacio sulle labbra tra le due arcinemiche (perché, signora mia, un bacio saffico è perfetto per stuzzicare l’appetito dello spettatore etero) ma poi Delia finge di dimenticarselo e rischia pure di beccarsi l’anello che Belli si era portato in casa per imbastire uno nuovo scambio di fedi. Operazione rimandata, con l’attore accompagnato alla porta e beffato due volte, visto che la Duran invece di seguirlo è rimasta dove stava e punta ora a giocarsi la finale. E, perché no, magari a sfiorare la vittoria.

Ipotesi assurda? Certo, almeno quanto è assurda tutta questa sgangherata vicenda, in cui è inutile cercare di comprendere dove inizi il vero e dove s’innesti il verosimile. A voler essere tranchant, tocca citare Teo Mammuccari: “Il Grande Fratello Vip? È tutto finto, nella Casa del GF Vip non sanno nemmeno cosa sia il significato di amore”. A voler ancora dare credito alla regola aurea dei reality secondo cui i concorrenti pascolano liberi e felici per case o isole varie senza spintarelle autorali (ma chi ci crede?), è scontato pensare che Belli e la Duran il piano se lo siano studiato a tavolino, che poi gli sia scoppiato tra le mani e che loro due e Soleil ne abbiano approfittato cavalcando la scena con discreta abilità. Discreta sì, perché nella peggiore delle ipotesi questo maldestro triangolo sarebbe stato al massimo oggetto di discussioni e bisticci a Domenica Live. Nella migliore, i due sposi poliamorosi si sarebbero ritrovati ad affrontare le sfere di Live-Non è la D’Urso, tra un blocco dedicato al prezzo delle extension di Federico Fashion Style e uno al cambio di sesso del Ken Umano (nel frattempo diventata una donna).

In assenza di talento manifesto e di genialità, ha dell’incredibile che siano riusciti a monopolizzare per cinque mesi il Grande Fratello Vip. Ma soprattutto resta un vero e proprio mistero come il pubblico abbia potuto appassionarsi ad un “amore di plastica” tanto improbabile. “Sembra una storia alla CentoVetrine“, scrivono in molti sui social. No, non esageriamo: lì almeno c’erano attori di talento come Camillo Milli e Lina Bernardi, qui a tratti sembrava una gara di improvvisazione da oratorio. Resta un fatto: se gli ascolti hanno retto così bene, è comunque grazie a loro tre. Sarà schadenfreude in chiave amorosa – il pubblico ci gode ad assistere a queste sventure sentimentali -; sarà che in mancanza di altre dinamiche travolgenti l’attenzione è stata inevitabilmente catalizzata da loro; sarà che la gente vuole capire fino a che punto sia in grado di spingersi in basso. Da qualunque prospettiva la si guardi, c’è un’unica certezza: più che una soap, questo love affaire ha il sapore polveroso della trama di un fotoromanzo stile Grand Hotel. Ma arrivato in edicola fuori tempo massimo.

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