Il governo Draghi, dopo aver disposto la vendita agli stranieri di tutti i servizi pubblici essenziali (Ddl Concorrenza Art. 6) e, in particolare, della distribuzione dell’acqua (emendamento 22.6 al Dl Recovery), con decreto ministeriale del 19 febbraio 2022, ha disposto la messa a gara della compagnia di bandiera Ita Airways.

Con tali atti Draghi dimostra di diventare in pratica l’esecutore delle multinazionali e della finanza internazionale per la liquidazione dell’intero patrimonio pubblico del Popolo italiano.

Egli agisce in palese contrasto con la Costituzione, la quale considera i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia, le situazioni di monopolio e le industrie strategiche (art. 43 Cost.) in proprietà pubblica demaniale del Popolo, ai sensi del comma uno, primo alinea, dell’articolo 42, il quale sancisce che la proprietà è pubblica e privata.

È chiaro che svendendo l’intero demanio pubblico lo Stato italiano resta nella impossibilità di garantire a tutti i servizi pubblici indispensabili per la vita di tutti i cittadini.

Infatti alle entrate del bilancio statale vengono sottratti i molto lauti guadagni che provengono dalla gestione dei servizi pubblici essenziali, e alla pubblica amministrazione non resta altro, per soddisfare i bisogni della popolazione, se non la possibilità dell’aumento delle imposte, le quali riducono la domanda e impediscono lo sviluppo economico, distruggendo posti di lavoro, portando tutti a una ineliminabile miseria.

In sostanza il governo Draghi non si accorge che, con queste operazioni, sta distruggendo il nostro Stato-Comunità, rendendolo schiavo degli Stati economicamente più forti a cominciare da Germania e Francia. E tutto questo mentre i media di tutto parlano, tranne che della rovina economica nella quale siamo indirizzati.

È indispensabile che gli uomini di buona volontà, pure esistenti nel Paese, svolgano una incisiva azione di divulgazione di questo stato di cose, e che il maggior numero possibile di cittadini adiscano la via giudiziaria con il fine di portare davanti alla Corte costituzionale queste disposizioni legislative tanto dannose per gli interessi generali.

E a tal proposito si ricorda che i cittadini singoli o associati sono legittimati ad agire in giudizio: in quanto parte della collettività (art. 2 Cost.), in quanto titolari del diritto di partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3, comma 2, Cost.) e in quanto autorizzati a svolgere attività di carattere generale secondo il principio di sussidiarietà (art. 118, comma 4, Cost.).

Siamo davvero ad una svolta decisiva e, se non facciamo attuare nel settore economico la nostra Costituzione, ci aspetta soltanto un futuro di schiavitù sotto lo schiacciante potere economico delle multinazionali e della finanza internazionale.

Si tratta di adempiere al dovere sacro del cittadino di difendere la Patria, secondo quanto sancisce il primo comma, primo alinea, dell’articolo 52 Cost. Come al solito, e con maggiore apprensione, invito tutti ad attuare gli articoli 1, 2, 3, 4, 9, 11, 41, 42, 43 e 118 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

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