Alla Camera dei Deputati cʼè una Gioconda che, stando a quanto riportato da Repubblica, potrebbe essere della scuola di Leonardo. Potrebbe addirittura essere stato lo stesso da Vinci a contribuire alla fatture del dipinto. Dove si trovava? In un deposito di Montecitorio. “Si tratta di una copia del quadro del Louvre realizzata dalla bottega di Leonardo, forse addirittura con la sua stessa collaborazione“, ha detto il questore della Camera Francesco D’Uva (M5S). “La Camera dei Deputati è il luogo adatto, riceve oltre 200mila visitatori lʼanno, tra i quali più di 60mila studenti”, ha aggiunto. Si sa delle teorie secondo le quali Leonardo avrebbe dipinto due Gioconde: teorie, appunto. Nessun fatto. Ma dopo il restauro della Gioconda dell’ex collezione Torlonia si è stabilto che i due dipinti hanno non solo circa la stessa età ma anche le stesse correzioni nel disegno. La ‘Gioconda Torlonia‘ è visibile sul sito ArteCamera ma la descrizione parla ‘solo’ di “una copia che aspira a replicare diligentemente il suo modello”, ovvero la Gioconda del Louvre. Due grandi restauratori, Antonio e Maria Forcellino, hanno però affermato che ci sono velature di una “trasparenza che echeggia in maniera puntuale la tecnica esecutiva di Leonardo operata nel dipinto del Louvre”. Sul sito ‘ArteCamera’ però si legge: “Altrettanto incerta è pure l’identità del copista, e persino una sua generica collocazione geografica e cronologica, né, in questo senso, risulta di grande aiuto la diretta analisi comparata con l’originale leonardesco, trattandosi appunto di una copia che aspira a replicare diligentemente il suo modello“.

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