Prima i mesi di lockdown, poi le successive restrizioni, in più la diminuzione dei clienti (tra smartworking e quarantene) e adesso anche il caro bollette di luce e gas e il conseguente aumento delle materie prime. Gestori e titolari degli esercizi pubblici come i bar si trovano a fronteggiare un momento di grande difficoltà. C’è chi parla di aumenti dei costi del 40% e chi, invece, registra un raddoppio delle uscite: i rincari comunque colpiscono tutti gli esercizi commerciali.

I gestori, così, si trovano davanti a un bivio: aumentare o no i prezzi di caffè e brioche? A Milano c’è chi come Albar, locale ai piedi del palazzo della Regione, da settimane ha esposto un cartello informando i clienti che i prezzi del menu sono stati aumentati a causa dei maggiori costi: “Avremmo voluto evitarlo – racconta il titolare Marco Bombini – perché stiamo tutti attraversando un momento economico devastante. Ma i costi sono aumentati parecchio, per noi tra il 30 e il 40%: una percentuale l’abbiamo assorbita noi e per coprire il resto abbiamo, per forza di cose, dovuto rivedere i prezzi”.

Assoutenti segnala aumenti a macchia di leopardo per i listini di caffè, cappuccino e cornetti nei bar della penisola. A Milano comunque, gran parte dei gestori sta cercando, almeno per il momento, di evitare di rincarare i prezzi. È il caso di Laura Maiulo che insieme al marito Fernando è la titolare di Fiuri, un “Flowers and Coffee” nel quartiere di Isola. “Aumentare i prezzi per noi sarebbe come rischiare di perdere la clientela”, racconta Laura. “Siamo un’attività giovane, siamo aperti da tre anni e ci siamo ritrovati ad affrontare la pandemia. Noi, ad esempio, abbiamo una clientela costituita prevalentemente da lavoratori e impiegati di uffici e con lo smart working è diminuito il numero dei nostri clienti. Aumentare i prezzi con il rischio di perdere quei pochi che continuano a frequentare il nostro locale sarebbe un grande disagio”, conclude Laura che però, insieme al marito, sta valutando se rivedere questa scelta nei prossimi giorni: “ Ovviamente ci stiamo pensando e non escludiamo a priori gli aumenti perché dobbiamo comunque bilanciare le entrate e le uscite”.

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