La musica di Neil Young sarà rimossa da Spotify. La richiesta è partita dallo stesso artista che ora ringrazia la Warner Brothers-Reprise Records per il supporto: la piattaforma rappresentava il 60% delle sue entrate generate dallo streaming. Cosa ha spinto Young a prendere questa decisione? Non volersi trovare ‘ospitato’ dalla piattaforma che veicola anche contenuti no vax, nello specifico attraverso il podcast The Joe Rogan Experience. “Voglio che oggi facciate sapere immediatamente a Spotify che voglio rimuovere tutta la mia musica dalla loro piattaforma. Lo sto facendo perché Spotify sta diffondendo false informazioni sui vaccini, causando potenzialmente la morte di chi crede alla disinformazione che stanno diffondendo. Fatelo subito e fatemi sapere immediatamente come procede. Possono avere Rogan o Young. Non entrambi”. Questo il messaggio, poi rimosso, apparso sul sito del cantante 76enne. L’epilogo: Young ha rimosso la sua musica, Rogen, una sorta di icona no vax, è ancora lì. La piattaforma streaming ha fatto sapere al Wall Street Journal di dover affrontare ogni giorno “l’enorme responsabilità di mantenere l’equilibrio tra la sicurezza per gli ascoltatori e la libertà degli autori”. Hanno aggiunto, i signori di Spotify, che dall’inizio pandemia sono stati rimossi pià di 20mila episodi di podcast con false informazioni. Perché non questo? Questione di numeri? Il cantautore ha 2,4 milioni di abbonati e più di sei milioni di ascoltatori al mese. Quanti ascoltatori ha Joe Rogen? Spotify non rivela i dati dei podcast ma si sa che è stato è stato tra i più ascoltati nel 2021 e che il contratto firmato del conduttore vale 100 milioni di dollari. A inizio 2022 è diventato il simbolo della “non battaglia” di Spotify alla cattiva informazione: The Joe Rogen Experience è infatti l’oggetto della lettera che 270 scienziati hanno scritto direttamente alla piattaforma svedese. “Siamo una coalizione di scienziati, professionisti medici, professori e comunicatori scientifici (i campi vanno dalla microbiologia all’immunologia) e chiediamo a Spotify di agire contro gli eventi di disinformazione di massa che continuano a verificarsi sulla sua piattaforma”, l’inizio della missiva. Contenente, ovviamente, la qualifica di ognuno. Nella lettera vengono analizzati episodi specifici, per esempio quelli con ospite il dottor Robert Malone che sostiene di aver inventato la tecnologia del vaccino mRNA, e che la società sia vittima di psicosi da formazione di massa, motivo che spingerebbe alla vaccinazione. Il dottore, per intenderci, al quale Eric Clapton crede ciecamente: la cosa non può che lasciare un senso di grande amarezza Più Young, meno Clapton, nella vita. Intanto Don Winslow, non uno a caso, chiede su Twitter che i musicisti facciano come il cantante di Harvest Moon per contrastare la diffusione di notizie false e potenzialmente pericolose. Chi ha risposto all’appello? Nessuno.

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