Una nuova evoluzione nella soap tra Giacomo Bonanno e la giovane bielorussa Tanya Yashenko. A parlarne è stato lo stesso Bonanno ieri 25 gennaio a Pomeriggio 5. “Tanya l’ho sentita prima di andare in onda, le ho chiesto di venire però lei non poteva – ha spiegato l’ospite di Barbara D’Urso-. Volevo dire che non mi ha manipolato, in nessun modo. Le denunce non sono state fatte a Tanya, ma per giustificare i movimenti di soldi che sono stati mossi”. “Anche se non ti vedo, ti penso”, ha aggiunto lui per poi scoppiare a piangere. “Amore, sta piangendo”, ha commentato la conduttrice sinceramente commossa.

Costosissimi regali da parte di lui per un totale di 1.000.000 di euro, a partire dall’ottobre 2019. Poi il rapporto tra i due si è interrotto bruscamente, circa un mese fa. Ovvero quando sono finite sui media le reciproche denunce. Lei lo accusava di stalking, lui di circonvenzione di incapace (dove l’incapace era proprio lui). Poi però avevano passato il Capodanno insieme. E così nello studio di Canale 5 è stato lo stesso avvocato del “Principe” a chiarire: “Giacomo è in stato confusionale. La denuncia era necessaria, ci sono tante movimentazioni di denaro non giustificate. Se si tratta di amore vero, bilaterale, ben venga perché nessuno vuole contrastare un sentimento del genere, ma finché c’è questo tipo di indagine in corso, non ritengo opportuno che il principe e Tanya si vedano”.

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

Mi corre l’obbligo di segnalarVi che, alla data odierna, il 17° Principe di Linguaglossa, Barone del Maeggio e Della Delia è solo ed esclusivamente Don Giuseppe Bonanno, nato a Roma nel 1940, Cavaliere di Gran Croce di One e Dev. SMOM, Ambasciatore di rango SMOM, Cavaliere del Reale ed Illustre Ordine di San Gennaro (come potrete verificare accedendo al seguente link https://it.wikipedia.org/wiki/Bonanno_(famiglia_siciliana)). Il sig. Giacomo Bonanno, facente parte di un ramo cadetto di detta famiglia, non è quindi, il Principe Bonanno di Linguaglossa né, tantomeno, può fregiarsi di detto titolo o utilizzare lo stemma nobiliare.

Avv. Giulia Leoni

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