Dopo tanta “paccottiglia” sentimentale dimenticabilissima, al Grande Fratello Vip c’è stato finalmente spazio per il racconto di un amore vero: quello tra Nathalie Caldonazzo e Massimo Troisi. L’attrice e showgirl ha infatti ricordato in diretta, durante la puntata del 17 gennaio, i due anni vissuti al fianco dell’iconico attore e regista, morto nel 1994 a causa di una serie di gravi problemi cardiaci. «Massimo mi manca, e non credo manchi solo a me. Manca al mondo un essere umano così speciale come lui», ha ammesso la Caldonazzo, ripercorrendo i due anni vissuti assieme, che poi sono stati gli ultimi due anni di vita di Troisi. A cominciare dal primo incontro, avvenuto in un ristorante romano. «Sono passati ventotto anni. Ricordo tutto. Notai che mi guardava da un altro tavolo in maniera insistente, così chiesi alla mia amica cosa volesse. Ricordo che andavo anche a vedere i suoi film e non mi piaceva molto, non lo capivo bene. Quando uscì dal ristorante lo salutai e lui mi cercò per molto tempo ma all’epoca nell’albo degli attori usavo il cognome di mia madre: riuscì a trovarmi quando il suo migliore amico, Massimo Bonetti, si mise con la parrucchiera di mia sorella. Così m’invitò a prendere un caffè a casa sua: mi aprì quest’uomo affascinante e subito ho pensato potesse essere il mio uomo».

Da quel momento inizia la loro storia, fatta di passione, amore e grandi viaggi. «Il primo anno viaggiammo tanto, visto che lui non lo aveva fatto molto», ricorda la Caldonazzo parlando con Alfonso Signorini. Poi però, durante l’ultimo viaggio in Costa Rica, Troisi dimenticò alcune delle sue medicine e questo li costrinse a partire subito per gli Stati Uniti. Così arrivarono a Los Angeles, dove il regista doveva parlare con un produttore per realizzare Il postino, e lì Troisi sembra riprendersi. «Furono due settimane meravigliose, poi andammo per un controllo a Houston dove era già stato operato e lì emerse una realtà durissima. Il medico gli disse: “Lei ha il cuore di un settantenne. Devo operarsi subito, o qui o in Italia”. Il cuore di Massimo si era fermato durante una partita di calcio, a San Giorgio a Cremano, quando era giovane e tutto il paese aveva fatto una colletta per pagargli viaggio e l’operazione a Houston. Quando gli stavi vicino sentivi un ticchettio metallico. “Ma cos’è?”, gli chiesi le prime volte. “È il mio cuore”», ha rivelato l’attrice. E proprio a Houston l’intervento che doveva essere risolutivo si rivelò un fallimento. «Sotto i ferri ebbe un altro infarto ma io non glie l’ho mai detto. I medici mi dicevano che aveva bisogno di un trapianto immediato: io avevo 25 anni, rientravo in stanza e mi ficcavo le unghie nella carne per non piangere. Provavo a rassicurarlo dicendogli che saremmo tornati presto in Italia ma alla fine restammo lì un mese e mezzo e quando prendemmo l’aereo Massimo aveva bisogno delle bombole di ossigeno».

Il rientro in Italia coincise con le riprese de Il postino, film grazie al quale ricevette cinque nomination all’Oscar, che terminò di girare nonostante le sue condizioni di salute peggiorassero giorno dopo giorno. «Ha voluto ostinatamente farlo ma quel film, in un certo senso, lo ha ucciso», ha ammesso la Caldonazzo. E infatti poche settimane l’ultimo ciack, morì. Era il 4 giugno. «L’ultimo ricordo che mi porto dentro? La festa per il mio compleanno, il 24 maggio, pochi giorni prima che morisse. Era caduto in una depressione fortissima, dalla quale era difficile tirarlo fuori. “Il depresso è come un prigioniero con la porta aperta”, mi disse una volta lui citando Neruda. Massimo manca come essere umano, come persona che ha sempre preso in giro sé stesso e le sue debolezze: era di un’umiltà incredibile e allo stesso tempo una persona grandiosa. Non credo manchi solo a me: manca a tutti un essere umano così nel mondo».

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