Il governo austriaco ha presentato il piano per introdurre l’obbligo del vaccino anti-Covid-19 a tutti i residenti sopra i 18 anni. Soltanto due mesi fa, il cancelliere Karl Nehammer aveva annunciato che avrebbe messo in atto l’obbligo all’inizio dell’anno, e una prima bozza prevedeva che fosse esteso a tutti i maggiori di 14 anni. Poi il passo indietro, una scelta motivata dalle preoccupazione per le sanzioni agli adolescenti e dal fatto che, secondo i funzionari, un’introduzione graduale darà alle persone più opportunità per mettersi in regola. Saranno esentate le donne in gravidanza e le persone che per motivi medici non possono essere vaccinate compreso chi è guarito dal Covid-19 negli ultimi sei mesi. Al momento in Austria è completamente vaccinato il 71,6% degli 8,9 milioni di abitanti.

Il disegno di legge, che nei piani del governo deve diventare attivo con l’inizio di febbraio, “è concepito in modo tale da rispondere alla flessibilità del virus“, ha detto Nehammer ai giornalisti a Vienna. A dicembre un primo documento aveva previsto l’introduzione della misura a febbraio, e si erano considerate multe fino a 3.600 euro per chi avesse infranto la normativa. Da quella stesura al provvedimento presentato domenica 16 gennaio, gli aspetti chiave sono rimasti invariati. Il prossimo passo è l’approvazione da parte del parlamento, in programma giovedì 20 gennaio. Ma già un primo ostacolo all’attuazione è rappresentato dalle dichiarazioni dei funzionari che hanno affermato come le consultazioni con due partiti di opposizione e altri della maggioranza hanno mostrato la necessità di modifiche significative ai dettagli.

Il piano per l’attuazione dell’obbligo prevede una prima fase in cui saranno le autorità a fare il primo passo, scrivendo e contattando tutte le famiglie interessate per informarli delle nuove regole. Poi, da metà marzo, la polizia inizierà la fase di controllo con ispezioni di routine volte a verificare lo stato di vaccinazione. Chi non sarà in grado di produrre una prova di vaccinazione potrà inviarla per iscritto in un secondo momento, ma se non vorrà farlo sarà sanzionato con una multa che può arrivare a 600 euro. Gli ultimi due passi prevedono un sollecito inviato direttamente all’interessato e, se questo ancora non dovesse funzionare, sarà lo stesso governo a prenotare un appuntamento per la vaccinazione. Se non ci si presenterà a quest’ultimo appuntamento la multa potrà raggiungere i 3.600 euro.

Karoline Edtstadler, ministra del Gabinetto responsabile per le questioni costituzionali, ha affermato che le persone potrebbero essere multate un massimo di quattro volte all’anno e non è previsto che la pena pecuniaria possa essere commutata in detentiva. Una commissione composta da almeno due esperti medici e due legali riferirà al governo e al parlamento ogni tre mesi sui progressi della vaccinazione. “Senza la vaccinazione obbligatoria, rimarremo sempre indietro”, ha affermato il ministro della Salute Wolfgang Mueckstein, sottolineando che l’attuale variante Omicron non sarà l’ultima e non è chiaro quanto sia stabile l’immunità dopo un’infezione da Omicron. “Tutti gli esperti ritengono che avremo bisogno di un’immunità generale elevata nella popolazione anche il prossimo autunno”, ha continuato Mueckstein, e “con questo obbligo vaccinale riusciremo ad aumentare il tasso di vaccinazione”. Non è escluso, comunque, che le misure vengano mitigate in corso d’opera dal ministero della Salute, se ad esempio la variante Omicron o altre varianti dovessero dimostrarsi meno forti del previsto, “o gli esperti affermassero che la vaccinazione non è più la via da seguire”, ha affermato Edtstadler.

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