La variante Omicron – ormai presente ovunque nel mondo – arriva a Pechino a tre settimane dall’avvio delle Olimpiadi invernali, mentre la Cina è alle prese con vari focolai di Covid-19. Il primo caso della mutazione di Sars Cov 2, rilevata per la prima volta in Sudafrica e Botswana, è stato scoperto nel distretto di Haidian, noto per le molte sedi di società tecnologiche: Pang Xinghuo, un funzionario della municipalità, ha spiegato che è partito un primo ciclo di test nel complesso residenziale e nell’edificio dell’ufficio della persona contagiata. Nelle ultime settimane, la capitale ha sollecitato i residenti, al fine di ridurre i rischi di contagio, a evitare i viaggi se non necessari e a non lasciare la città anche per l’imminente Capodanno lunare.

L’annuncio delle autorità sanitarie della capitale è arrivato all’indomani delle restrizioni di viaggio imposte dalla città meridionale di Zhuhai, vicino a Macao, ai residenti dopo che i test di massa hanno fatto emergere sette contagi, di cui uno confermato e sei asintomatici. A Zhuhai, nel Guangdong, sono stati lanciati ieri i test di massa per i 2,4 milioni di abitanti dopo che un caso Covid è stato rilevato nella vicina Zhongshan all’inizio della settimana. Giovedì è stata ordinata la chiusura di attività commerciali tra cui saloni di bellezza, sale da gioco, palestre e cinema, con la sospensione delle linee degli autobus pubblici in alcune parti della città.

La variante Omicron ha testato la strategia della ‘tolleranza zero’ sposata dalla leadership cinese: il primo focolaio interno è apparso di recente a Tianjin, a 150 chilometri da Pechino, prima di diffondersi in altre parti del Paese, tra cui Dalian, nel Liaoning, e a Anyang, nell’Henan.Il portavoce della Commissione sanitaria nazionale Mi Feng ha spiegato che il Paese ha dovuto affrontare una “duplice sfida” sia dal ceppo inziale del virus che dal ceppo Delta e Omicron. Ieri, secondo gli aggiornamenti della Commissione, sono stati registrati 165 casi di Covid nel Paese, di cui 104 trasmessi localmente e 61 importati. Tra quelli interni, 52 fanno capo all’Henan, 39 a Tianjin, 8 al Guangdong, 4 allo Shaanxi e uno allo Zhejiang.

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