David Sassoli era una persona perbene, una voce amica che gentilmente, per tanto tempo, è entrata in casa degli italiani, attraverso gli schermi e il tg, per aggiornarci su cosa stesse succedendo in Italia e nel mondo. Con il suo sorriso, quel timbro di voce e il suo sguardo trasmetteva fiducia e addolciva qualsiasi tipo d’informazione.

Nel 2014 mi sono ritrovato ad essere suo collega: fu una delle prime persone che conobbi qui in parlamento europeo. Ero a mensa e me lo ritrovai vicino, un volto familiare, che ti sembra di conoscere da una vita ma con cui non hai mai realmente scambiato mezza parola. Mi venne incontro, si presentò, mi diede il benvenuto al parlamento e si fermò a scambiare qualche parola. Fui colpito da tanta gentilezza, elemento che lo ha sempre contraddistinto in questi 7 anni e mezzo in cui l’ho avuto prima come collega e poi come Presidente.

Sempre al suo posto, eccezionalmente umano (ricordo perfettamente la grande emozione nei suoi occhi quando fu eletto Presidente due anni e mezzo fa), idealista in una posizione e in un mondo che non ti consente realmente di esserlo, come quando si schierò pubblicamente sull’eliminazione dei debiti per Covid, ricevendo pesci in faccia da molti di quelli che oggi scrivono cose toccanti sul suo conto.

David Sassoli si è trovato Presidente in tempi difficili, tempi di pandemia, trovandosi in tavoli dove si dovevano reggere i fragili equilibri dell’Unione Europea. Si è dimostrato un europeista convinto che con passione ha difeso fino all’ultimo i diritti dei cittadini europei, con uno sguardo verso chi l’Europa la sogna come opportunità di vita.

David Sassoli prima che politico era un giornalista appassionato di stato di diritto e di diritti fondamentali dei cittadini europei in tutti gli Stati membri. L’ha ricordato fin dal suo discorso d’insediamento e poi ha spinto per la creazione del meccanismo di condizionalità a tutela proprio dello stato di diritto, che permette di bloccare l’erogazione dei fondi europei ai Paesi che lo violino, cosa che purtroppo accade. Quando gli Stati membri si sono accordati per non applicarlo subito, il nostro Parlamento guidato da Sassoli ha citato in giudizio la Commissione europea per la mancata implementazione.

Un’altra battaglia riguarda la risposta europea alla pandemia, la creazione del Next Generation EU e l’impegno perché rimanesse nel quadro del bilancio dell’Ue garantendo un ruolo al Parlamento europeo nel processo decisionale ed evitando soluzioni puramente intergovernative. Ricordando quindi come il Parlamento europeo sia l’unica istituzione europea eletta a suffragio universale che rappresenta direttamente e in modo unitario i cittadini europei.

Aveva ancora tanta voglia di cambiare quest’Europa con una idea tanto semplice quanto di folle attuazione, ossia coinvolgendo i cittadini europei in un grande dibattito sul futuro dell’Europa.

Un uomo politico che si è fatto voler bene, coerente con le sue idee e il suo mandato (netto il suo rifiuto all’idea di abbandonare il Parlamento europeo per correre per altre cariche, come quella di Sindaco di Roma ad esempio). Per lui una Europa unita, forte e solidale non è mai stata un incidente, una cosa capitata o passeggera, ma il migliore orizzonte per tutti i cittadini europei. Un modo, per dirlo con parole sue, per stare meglio al mondo.

Che la terra ti sia lieve, David, Presidente.

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