L’anno 2021 si è chiuso con la presentazione del Report Ispra sui rifiuti urbani. Vannia Gava, sottosegretario del Mite (Ministero del Tradimento Ecologico?) e capo dipartimento Ambiente della Lega Nord, durante la presentazione del Rapporto Ispra ha così commentato: “Due regioni, Campania e Lazio, spediscono fuori dal loro territorio una quantità enorme di rifiuti. Questo fenomeno è estremamente negativo: impatta sulla situazione ambientale delle regioni destinatarie, produce inquinamento e CO2, e, soprattutto, comporta altissimi costi che vengono scaricati sui cittadini sotto forma di tasse”.

Quando finirà, soprattutto dai competentissimi politici della Lega (il curriculum della Gava, pubblico sul sito del Mite, mi ha letteralmente terrorizzato), questo infinito e tossico “gioco dei tre sacchetti”? Ormai tutti gli italiani, soprattutto noi del sud, abbiamo studiato, capito, compreso e pagato con il sangue che i rifiuti si dividono in almeno quattro categorie:

1) rifiuti urbani, non più del dieci per cento dei rifiuti totali, i meno pericolosi, quelli di cui parlano esclusivamente e troppo sia gli ambientalisti incompetenti che i loro contrari altrettanto incompetenti;

2) rifiuti speciali e industriali, ormai circa il 70% del totale, il cui report annuale dell’Ispra viene di norma ignorato da tutti i politici, specie della Lega Nord. Infatti, il sottosegretario leghista volutamente (?) ignora che, per gli stessi anni di riferimento, l’Ispra certifica che, nella somma complessiva tra rifiuti industriali e rifiuti urbani, la regione d’Italia che più esporta rifiuti dal proprio territorio – con tutte le conseguenze nefaste di CO2 e danno ambientale sugli altri territori – non è certo la Campania ma è proprio la Lombardia!

3) rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale: i più tossici e pericolosi perché da smaltire obbligatoriamente illecitamente (anche in Lombardia!)

4) rifiuti di importazione da riciclare: pericolosissimi perché non tracciati in maniera certificata (maggiore rischio quindi per la Lombardia!)

Dal momento che la matematica non è un’opinione, la somma dei rifiuti speciali e urbani esportati dalle regioni italiane vede di gran lunga la Lombardia quale regione con il massimo della esportazione dei rifiuti prodotti sul proprio territorio, e pure in gran parte pericolosi! La Lombardia, nella perdurante e totale assenza di tracciabilità certificata dei rifiuti perché, dopo il fallimento del Sistri, il sistema Rentri è ancora a livello puramente sperimentale (ignavia sempre del Mite), esporta nel complesso tra rifiuti speciali e urbani ben 1.230.545 tonnellate di rifiuti l’anno di cui ben 527.434 tonnellate (!) soltanto di rifiuti pericolosi certificati e non tracciati!

La Campania nel complesso esporta 570.849 tonnellate all’anno di rifiuti ma di questi solo 15.221 sono pericolosi. Gran parte di questi rifiuti per la Campania sono l’eredità dei milioni di tonnellate di ecoballe, comprendenti pure i rifiuti tossici del nord, ancora depositati nelle nostre fertili terre…

Colpisce molto che la sottosegretaria leghista Gava non abbia detto una sola parola sulle 527.434 tonnellate all’anno di rifiuti industriali esplicitamente pericolosi esportati, senza valida tracciabilità, dalla Lombardia. Purtroppo i nostri fratelli lombardi, poiché, come diceva il nostro amatissimo filosofo Luciano De Crescenzo, “si è sempre a sud di qualcuno”, devono essere correttamente informati che subiscono anche un’importazione di milioni di tonnellate di rifiuti non tracciati da “riciclare” sul loro territorio che ha determinato persino la contaminazione radioattiva (!) di ben nove discariche nel solo territorio bresciano! Salvate la Lombardia!

La soppressione, prevista dall’articolo 6 del decreto legge 135/2018, del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) ha previsto, in sostituzione, l’istituzione del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (Rentri) e ha disposto – fino alla definizione e alla piena operatività del nuovo sistema di tracciabilità organizzato e gestito direttamente dall’ex Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero Tradimento Ecologico) – l’applicazione dei meccanismi di tracciabilità tradizionali (registri di carico e scarico, formulari di trasporto e Mud): cioè documenti cartacei facilmente “taroccabili”. Tali meccanismi solo cartacei sono tuttora utilizzati, poiché gli atti attuativi necessari alla definizione e all’operatività del nuovo sistema di tracciabilità non sono stati ancora emanati. Quindi, grazie al “prezioso” lavoro del Mite, la ormai vecchissima e famosa “truffa del giro bolla cartaceo” di origine casalese, è ancora perfettamente operativa e portata a notevoli livelli di sofisticazione da molte imprese criminali nel nord Italia.

Il Mite sta procedendo, con eccezionale lentezza, all’attuazione della normativa prevista dal nuovo articolo 188 bis del decreto legislativo 152/2006, introdotto dal decreto di recepimento, in modo da disciplinare l’organizzazione e il funzionamento del Rentri. Quando la smetteranno di continuare a giocare impuniti questo tragico “gioco dei tre sacchetti” che, confondendo e sovrapponendo rifiuti industriali, tossici, urbani e rifiuti prodotti in regime di evasione fiscale, sta massacrando gli italiani che hanno la sfortuna di vivere nelle Terre dei Fuochi innanzitutto lombarde?

Mentre i leghisti continuano a sparlare e a guardare solo i “bruscolini” dei rifiuti urbani mal gestiti al sud, i cittadini lombardi continuano a essere bombardati e massacrati ogni giorno dai rifiuti industriali e pericolosi non tracciati sia di produzione locale che importati, e, di certo, non dalla Campania ma soprattutto dal nord ed est Europa.

Se continua questa barbarie nel presentare e commentare i dati sui rifiuti in Italia parlando solo ed esclusivamente dei rifiuti urbani, ormai solo il dieci per cento del totale, e certamente i meno pericolosi per la salute pubblica, tacendo del tutto sui rifiuti pericolosi che girano senza controllo partendo innanzitutto dal nord, la strage degli innocenti di Erode – e non solo dei bambini – continuerà imperterrita in tutte le nostre Terre dei fuochi, a cominciare proprio dalla Lombardia!

Fratelli d’Italia, l’Italia stia desta! Qui l’elmo di Scipio si “appiccia” e si infesta!
Dov’è la Vittoria? Le brucia la chioma, Ché il Rentri da Roma pur Dio lo sognò!
Stringiamci a coorte, Siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, L’Italia sversò! Si!

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