Il trapper Tony Effe è stato condannato a consegnare i pasti alla Caritas per quattro ore a settimana, per un totale di sei mesi, dalle parti di Lozzano. A questo si aggiunge un risarcimento di 40 mila euro alla vittima, così come riportato da Repubblica, oggi 11 dicembre.

I fatti risalgono al 2019, quando scoppiò una rissa fuori da un locale in via degli Avignonesi, nel centro di Roma. In quel momento, però, un ragazzo aveva ripreso tutto e Nicolò Rapisarda – questo il suo vero nome – non aveva affatto gradito il gesto colpendo il giovane in viso con una spranga di ferro. Il ragazzo, che ha riportato una frattura alla mandibola, lo aveva così denunciato per violenza privata e lesioni personali aggravate. La vicenda aveva suscitato un grande clamore quando, approdata tra le aule del tribunale di Roma, era stata commentata sui social dal trapper, che aveva detto: “Allora a me mi denunciano, mi chiedono i soldi, quando io da Milano devo venire a Roma per fare un processo gratis, non va bene. Se devo venire in tribunale, pagatemi“. Anche la sua guardia del corpo è indagata.

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