È allarmante la crescita dell’uso della cosiddetta droga dello stupro. Il tema è stato affrontato anche ieri, 23 novembre, nello studio di Cartabianca, con Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano, Simona Pichini, direttrice dell’Unità di FarmacoTossicologia analitica dell’ISS, la scrittrice Susanna Schimperna e l’opinionista e attivista LGBT Vladimir Luxuria. “Sarebbero due le sostanze ma la chiameremo GHB per semplificare, ovvero una sostanza che, specialmente se unita a sostanze alcoliche, riesce a far dimenticare anche i fatti più tragici”, ha esordito la conduttrice.

“La GHB è incolore, inodore e liquida. Non direi che è l’applicazione più nota, può anche essere utilizzata consapevolmente per partecipare ai ‘festini'”, ha commentato la D.ssa Pichini. A quel punto è intervenuta Luxuria: “Non ho mai raccontato questa cosa ma adesso voglio farlo“, ha esordito. Poi ha spiegato: “Io ho il sospetto che alcuni anni fa qualcuno mi abbia messo un po’ di GHB nel bicchiere, a mia insaputa. I drink me li faccio, vado in un locale e bevo però ho sempre bene in mente qual è la soglia da non superare. Io ho bisogno di controllarmi, posso essere brilla ma niente più, altrimenti non mi piace”.

E ancora ha raccontato: “Ricordo che ero in un privè, ho preso un drink, l’ho lasciato sul tavolo per andare a ballare e poi sono ritornata. Era entrata in questo privè un’altra persona che mi aveva detto che era un mio fan. Io ho bevuto questo drink e poi sono tornata a casa con la mia macchina. Non ricordo neanche come ho guidato. Ricordo però che questa persona voleva entrare in macchina con me ma mi sono liberata in un momento di lucidità. Il giorno dopo io non ricordavo cosa mi fosse successo”.

Infine ha concluso: “Una persona molto famosa mi ha anche detto che ci siamo visti quella sera ma io non ricordo nulla”. Per concludere la padrona di casa ha chiesto un parere ad Andrea Scanzi che, in collegamento, ha risposto: “Ora se ne parla tanto perché i dati dicono che negli ultimi tre anni sono stati triplicati i sequestri nei confronti di questa droga: quindi si usa di più ma si controlla anche di più. Penso che se ne parli molto anche perché ci sono stati dei casi enormi in termini di notorietà e infine perché, come dicevate voi in studio, in piccole dosi si utilizza anche in ambito farmacologico, quindi è difficile da controllare”. La puntata è terminata con un servizio in cui ne è stata analizzata la componente della dipendenza, con interviste inedite a chi sta provando a uscirne, seguendo un vero e proprio percorso di disintossicazione.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

All or Nothing: Juventus, la docu-serie sulla Vecchia Signora arriva su Amazon Prime: dentro lo spogliatoio e non solo

next
Articolo Successivo

Roberto Cazzaniga parla della truffa della fidanzata: “Innamorato come una pera cotta. Pensavo fosse proprio Alessandra Ambrosio”

next