Nuove diagnosi appena sotto le diecimila in un giorno (9.709, 2% di incidenza tra i 487.109 tamponi processati) e altri 46 morti, mentre l’incremento dei posti letto occupati in ospedale non accenna a rallentare. Il bollettino della domenica chiude una nuova settimana di accelerazione nella diffusione del virus degli ultimi mesi. Da lunedì ad oggi sono stati rintracciati 65.460 casi di positività, il 27,55% dei sette giorni precedenti. E iniziano ad esserci anche riflessi sul numero di persone ricoverate con sintomi in area medica, mentre la curva in risalita non sembra aver avuto ancora un impatto rilevante sulle terapie intensive: in settimana il saldo tra ingressi e uscite nei reparti ha fatto segnare +698 pazienti Covid bisognosi di assistenza da parte dei sanitari e 300 ingressi in terapia intensiva.

Ad oggi nei reparti riservati ai contagiati sono ricoverate 4.345 persone, il 19,1% in più di domenica scorsa, mentre 520 positivi (+11% rispetto al 14 novembre) necessitano di assistenza in rianimazione, dove si sono registrati 35 ingressi nelle ultime 24 ore. Gli attualmente positivi sono risaliti fino a 148.760, di cui 143.895 si trovano in isolamento domiciliare. Dall’inizio della pandemia i casi accertati di infezione da Sars-Cov-2 sono 4.925.688 e arriveranno a sfiorare i 5 milioni durante la prossima settimana. I guariti e dimessi sono 4.643.751 (+4.302), mentre i decessi sono stati 133.177.

Nelle ultime 24 ore i maggiori incrementi sono stati registrati in Lombardia (1.431), Veneto (1.261) e Lazio (1.216). Appena sotto quota mille i positivi rintracciati in Emilia Romagna (998) e altri 798 sono segnalati dalla Campania. Il Friuli Venezia Giulia ne riporta 642, la Sicilia 567 e la Toscana 521. Oltre 100 casi anche in Piemonte (445), Marche (381), Liguria (313), Alto Adige (277), Abruzzo (198), Calabria (148) e Puglia (118). L’Umbria ne segnala 97, uno in meno la Provincia di Trento e l’Umbria ne comunica 87. In termini assoluto, Valle d’Aosta (46), Molise (39) e Basilicata (30) sono le tre regioni con il minor numero di nuovi contagi accertati.

Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano sono le due aree con la maggiore pressioni ospedaliera, ormai da zona gialla. Tuttavia nessun cambio di colore avverrà lunedì 22, ma come anticipato dal presidente Massimiliano Fedriga, la regione del Nord Est è destinata a restrizioni dalla settimana seguente. La stessa situazione potrebbe riguardare l’Alto Adige, dove già l’11 novembre l’Azienda ospedaliera ha comunicato la sospensione di numerosi interventi chirurgici non urgenti già programmati per la necessità di riconvertire alcuni reparti e impiegare i medici nelle aree Covid.

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