È morto lo scrittore Wilbur Smith, autore di bestseller globali che hanno conquistato i lettori per oltre mezzo secolo. A diffondere la notizia è stato il suo sito: “Se n’è andato in modo inaspettato, dopo una mattinata di lettura e scrittura, con al fianco la moglie Niso”. Lo scrittore aveva 88 anni e viveva a Cape Town in Sudafrica con la quarta moglie Niso.

Quarantanove romanzi. Tutti bestseller. Wilbur Smith con la sua scrittura ha trasportato i lettori nelle miniere d’oro in Sud Africa, nella pirateria dell’Oceano Indiano e, ancora, come si legge in una nota, tra i tesori sepolti delle isole tropicali fino all’antico Egitto. Ma non solo. I suoi fan hanno potuto “vivere” nella Germania e nella Parigi della seconda guerra mondiale, in India, nelle Americhe, in Antartide “incontrando spietati commercianti di diamanti e schiavi, cacciatori di grossa selvaggina nelle giungle e nella boscaglia delle terre africane”. I suoi romanzi sono stati tradotti in oltre trenta lingue, vendendo oltre 140 milioni di copie in tutto il mondo. Tanti i titoli più conosciuti, dalla serie dei Courtney, la più venduta e la più lunga della storia dell’editoria, che, appunto, racconta le avventure della famiglia in tutto il mondo attraverso più generazioni e tre secoli, dagli albori dell’Africa coloniale, alla guerra civile americana, alla serie egiziana, con l’eroe Taita, nel quale Smith, spiegano i suoi collaboratori, si è identificato.

Il primissimo romanzo di Wilbur Smith “When the Lion Feeds”, viene pubblicato nel 1964. Il successo è immediato anche se, come racconta Repubblica, prima della pubblicazione è stato rifiutato da ben venti editori. Da allora una carriera sempre in ascesa. Spesso sul podio dei bestseller, Smith ha così potuto viaggiare in lungo e in largo, cercando ispirazione per le sue opere ricche di avventura. Credeva nella ricerca profonda, confermando meticolosamente ogni fatto e, fedele al consiglio del suo primo editore, Charles Pick alla William Heinemann, di scriveva “delle cose che conosci bene”. Anche la sua vita, a giudicare dalle mille capacità, era un po’ “all’avventura”. Nato il 9 gennaio 1933 nella Rhodesia settentrionale, ora Zambia, Nnella vita si è sposato quattro volte, l’ultima con la tagika Mokhiniso Rakhimova, con lui quando è scomparso improvvisamente nella giornata di sabato 13 novembre.

Smith ha anche usato le sue vaste esperienze al di fuori dell’Africa in luoghi come la Svizzera e la Russia rurale per aiutare a creare i suoi mondi immaginari. La sua vita, dettagliata nella sua autobiografia, On Leopard Rock, è stata “commovente e piena di incidenti come tutti i suoi romanzi”. Già nel suo nome è intrinseco il senso per l’avventura: è ispirato infatti da uno dei fratelli pionieri del volo aereo, Wilbur Wright. Il padre, Herbert Smith, era un lavoratore della lamiera e molto rigoroso nella disciplina. È stato invece grazie a sua madre, più incline all’arte, Elfreda, che il giovane Wilbur si avvicina ad artisti del calibro di CS Forester, Rider Haggard e John Buchan.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Visitare una mostra “proiettandola” nel muro di casa? Ora si può. L’esperimento in “mixed reality” dell’esibizione di Pawel Wasowski. Come funziona

next
Articolo Successivo

Giacomo Leopardi 2.0, il poeta diventa digitale grazie a un dottorando di Macerata: “Da Firenze a Cambridge così ho catalogato circa 6000 pagine”

next