Alla fine Mia Mottley, primo ministro di Barbados – isola facente parte delle Piccole Antille e del Commonwealth britannico – ce l’ha fatta, portando a casa un risultato fino a pochi anni fa impensabile: rimuovere la Regina d’Inghilterra dalla carica di Capo di Stato. Barbados, il 30 novembre 2021, diventerà Repubblica, svincolandosi dalle altre quindici nazioni che fanno parte del Commonwealth Realm sotto la Corona inglese. Un taglio netto con il retaggio coloniale che il Regno Unito non ha mai emendato, perpetrando anzi il meccanismo nel Nuovo Millennio, sebbene con modalità più soft.

Ma il prestigio della premier si è allargato a livello internazionale la settimana scorsa, durante la cerimonia di apertura del summit Onu sul cambiamento climatico, la Cop26, che si svolge a Glasgow in Scozia. Mia Mottley non ha mostrato timori reverenziali nel misurarsi con i leader mondiali: rappresentando i Caraibi, ha parlato anche per conto delle isole tropicali sotto minaccia per il livello di innalzamento dei mari, causato dal riscaldamento globale.

Insieme a John Charles Ramkalawan, premier delle Seychelles, ha sferzato i paesi più ricchi condannando la loro cieca avidità che ha provocato il fallimento del G20 di Roma, conclusosi con vaghe promesse e nessun impegno concreto, anticipando così Joe Biden che si è poi scusato per la Conferenza di Parigi del 2015 quando per ordine di Donald Trump gli Stati Uniti si tirarono fuori. Scuse che ovviamente Biden si è ben guardato di estendere al suo mancato contributo per la riuscita del summit romano.

Si sono stracciati le vesti tutti quanti: Boris Johnson, Ursula von der Leyen e Angela Merkel in rappresentanza dell’Europa, Narendra Modi, premier dell’India – uno dei paesi più dipendenti dal carbone – il Segretario Onu António Guterres, la Regina Elisabetta, tutti contriti sotto il cipiglio severo dell’immancabile Greta Thunberg che ha sottolineato le loro chiacchiere a vanvera.

E difatti sono mancati proprio i grandi inquinatori, visto che Xi Jinping, Jair Bolsonaro, Erdogan e Putin hanno già dato forfait. Tutto fiato e soldi sprecati.

Il Regno perde i pezzi

Formato da sedici nazioni sparse lungo il pianeta, il Commonwealth Realm va però distinto dal Commonwealth Nations, che è incentrato sulle alleanze economiche tra 54 paesi, anche senza rappresentanza monarchica.

Un primo esempio sul ruolo che Sua Maestà riveste in queste 15 nazioni – visto che Barbados dal 30 novembre sarà ufficialmente fuori dal suo “reame” – viene dall’Australia, dove nel 1975 il Governor General, massima autorità dello Stato che rappresenta la Regina nei suoi protettorati, rimosse l’allora Primo Ministro per divergenze legislative.

Nella Costituzione giamaicana è sancito in maniera inequivocabile che ogni Bill (disegno di legge) presentato alla House of Representatives (Parlamento) di cui fa parte il Governor General, deve essere ratificato da costui prima dell’approvazione finale.

Il Privy Council di Londra è un altro esempio di come il ruolo del Regno Unito non sia solo simbolico dal momento che questo tribunale – composto da politici e giudici – esercita il suo potere decisionale sulle altre Corti. In Giamaica, la Corte Suprema è costretta a sottostare al verdetto finale di Londra su questioni giuridiche interne che dovrebbero invece appartenere a uno Stato sovrano, quale teoricamente è, riconosciuta nel 1962 come Stato indipendente, così come dovrebbero esserlo tutti gli Stati che compongono il Commonwealth Realm tra cui nazioni ben più grandi dell’Inghilterra quali Australia, Canada e Nuova Zelanda.

“Realmente” però, non è così, è proprio il caso di dire, con un facile gioco di parole.

Lo scorso anno, in seguito a una controversia che coinvolse Indecom, l’Agenzia Indipendente che indaga sugli omicidi extra-giudiziari e la corruzione della JCF (la polizia giamaicana), il Privy Council pur deliberando che l’Agenzia non debba sottostare al DPP (Director of Public Prosecution) il Procuratore di Stato per le indagini, decretò altresì che dal 2020 Indecom non detiene più il potere di arrestare membri della JCF, facoltà che ora è esclusiva di Paula Llewellyn la Procuratrice, che spesso e volentieri si è dimostrata clemente anche in casi eclatanti di abusi giudiziari.

Da allora, l’arroganza degli officers (poliziotti) è aumentata in maniera esponenziale, come dimostrano i dati sui police assaults registrati da gennaio a giugno 2021: 301 vittime, tra morti e feriti causati dall’uso eccessivo delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine.

La corruzione è ormai dilagata a tal punto che i casi di estorsione da parte degli agenti – che coinvolge sia gli automobilisti che i proprietari di attività – sono ormai la regola vigente.

I giamaicani ‘not welcome’ e il sentimento anti-monarchico

Nonostante in Giamaica la maggior parte dei politici – così come parte della popolazione – rimanga concettualmente fedele alla monarchia, il Regno Unito non ricambia il favore: malgrado quasi 200.000 giamaicani siano residenti in Inghilterra, i visitatori provenienti dalla ex colonia non sono particolarmente welcome in terra d’Albione; che vengano in UK per turismo, lavoro, o per ricongiungimenti familiari, possono entrare solo se in possesso di un visto speciale, non facile da ottenere e di durata limitata.

I respingimenti sono frequenti, anche a causa della diffidenza dell’immigrazione legata a numerosi episodi di criminalità che caratterizzano in senso negativo la Giamaica agli occhi del mondo.

Tutto ciò mentre dalle twin islands di Trinidad & Tobago, proclamate repubblica negli Anni 70, i passeggeri entrano liberamente senza restrizioni, a fronte della presentazione del solo passaporto. Una beffa che aumenta il senso di inferiorità dei giamaicani nei confronti dei loro cugini caraibici e butta benzina sul fuoco del sentimento anti-monarchico, in netta risalita negli ultimi anni. Non sempre rimanere “sudditi” porta i frutti sperati.

Tornando a Barbados, non è il primo Stato caraibico a diventare repubblica nelle West Indies britanniche, poiché Guyana l’aveva preceduta nel 1970, rimuovendo per prima la Regina dal ruolo di capo di Stato, imitata successivamente da Trinidad & Tobago.

Ma ciò che fa della nazione di Mia Mottley un caso unico nel Commonwealth Realm è il fatto che Barbados si era già emancipata dal Privy Council di Londra quale ultimo grado di giudizio, ponendo al suo posto la Caribbean Court come tribunale supremo, mentre tuttora Trinidad & Tobago continuano a sottostare al tribunale inglese.

E tale unicità fa sì che il dibattito rimanga acceso nelle altre isole anglofone, così come aumentano le pressioni in tal senso sia in Australia che in Canada, i gioielli più preziosi della Corona.

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