Cielo grigio e aria irrespirabile. Così si è svegliata Nuova Delhi dopo le migliaia di fuochi di artificio e petardi esplosi durante la notte per celebrare la festa di Diwali nonostante i divieti imposti dal governo. Questo nonostante le linee guida dettate dal governo per evitare che gli esplosivi inquinanti rendano l’aria acre ogni anno. Lo riporta la Bbc. Nella metropoli indiana, la più inquinata al mondo, l’aria è particolarmente irrespirabile anche per altri motivi: i contadini dagli stati vicini in questo periodo danno fuoco ai residui del raccolto. In alcune zone la concentrazione delle particelle pm 2.5, le più pericolose per la salute, era pari 999 per metro cubo, il livello più alto.

L’inquinamento si ripresenta tutti gli anni nella capitale indiana all’inizio dell’inverno, per un insieme di fattori concomitanti che vanno dalla bassa pressione e la mancanza di vento alle emissioni delle industrie e dei cantieri edili, al traffico e ai fumi generati dagli incendi delle stoppie nelle aree agricole a nord della città – pratica vietata dal 2014, ma tuttora usata dai contadini.
Già prima della pandemia di Covid-19, molti abitanti delle megalopoli indossavano mascherine di tipo filtrante per proteggersi dai veleni all’aperto. In migliaia su Twitter hanno postato foto e video di New Delhi avvolta da una nebbia pesante lamentando di avere prurito e lacrime agli occhi.

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