Più di cinque ore in giro per il centro di Milano scandendo slogan contro i vaccini, i sindacati e il governo. Alcune migliaia (circa 10mila) di No Green pass hanno manifestato a Milano per il tredicesimo sabato di fila da luglio: il corteo non era autorizzato e i gruppi di militanti hanno cambiato più volte il percorso. L’avvio, intorno alle 17, è stato all’altezza di piazza Duomo: il cordone si è spostato per alcune delle vie più frequentate il sabato pomeriggio, prima con l’obiettivo di raggiungere la sede Rai in corso Sempione e poi è ritornato indietro verso il punto di partenza. Ad un certo punto gli attivisti hanno tentato di bloccare il traffico all’altezza di piazza della Repubblica e per quasi un’ora si sono mossi tra le macchine provocando disagi al traffico. Ad un certo punto si sono seduti per terra, di fatto rendendo impossibile la circolazione. Diverse le occasioni di tensione con la polizia che, dopo aver bloccato l’accesso al corteo in via Moscova, ha caricato i manifestanti nelle vie adiacenti al Duomo.

Il corteo era iniziato intorno alle 17, poco dopo che a Roma si era conclusa la manifestazione antifascista dei sindacati in risposta all’assalto della sede della Cgil di sabato scorso, proprio ad opera di un gruppo No Green Pass. Il corteo di Milano ha scandito slogan di nuovo contro il segretario della Cgil Maurizio Landini a “Cgil Cisl e Uil i fascisti siete voi” e “Solidali con i portuali di Trieste”. In contemporanea, a Roma, c’è stato un sit in a piazza del Popolo, nel centro di Roma, dove un gruppo di circa 40 manifestanti no green pass hanno improvvisato una protesta. La loro posizione è al vaglio delle forze dell’ordine.

A Milano invece, per il momento una persona è stata arrestata per resistenza e quattro – fra le 16 identificate – sono state fermate e verranno denunciate. Per la prima volta, nel corteo, sono apparsi anche cartelli di stampo religioso, tra cui uno con la foto di Padre Pio e un altro con un’immagine della Madonna. Numerosi i disagi provocati al traffico del centro cittadino, con la circonvallazione interna completamente bloccata per ore e i mezzi di superficie deviati. Il gruppo di testa, composto anche da anarchici, ha cercato di sfondare il cordone di sicurezza degli agenti in tenuta antisommossa. In centro, all’altezza di via Borgogna, ci sono state due cariche di alleggerimento che hanno impedito ai contestatori di avanzare. Alcuni di loro sono stati colpiti da manganellate, ma non si registrano feriti per ora. Quindi verso le 21 il corteo si nuovamente messo in moto lungo corso Venezia in direzione di corso Buenos Aires.

In mattinata a Milano era saltata la trattativa sul percorso intavolata nei giorni scorsi tra le forze dell’ordine e due presunti leader della protesta, un 25enne e un 48enne, che avevano contattato la Questura chiedendo di poter sfilare da piazza Fontana alla sede della Rai in corso Sempione. Il tragitto attraverso via Fatebenefratelli però è stato giudicato non adeguato, perché passava accanto a obiettivi ritenuti a rischio (tra cui la sede del Corriere della Sera): ai no pass è quindi stato proposto di rimodulare il percorso mantenendo i punti di partenza e arrivo. Come condizione per l’ok, però, i portavoce hanno chiesto di annullare i Daspo emessi negli ultimi giorni dal questore Giuseppe Petronzi: un ricatto che la polizia ha inevitabilmente rifiutato. Anche per questo la sorveglianza a edifici significativi – come la stazione Centrale, il Palazzo di giustizia, la Prefettura, ma anche le sedi di partiti politici e sindacati, le redazioni dei media, e altri possibili obiettivi – è stata rafforzata per evitare, anche qui, che possano ripetersi le scene viste a Roma sabato 9 ottobre con l’assalto alla Cgil.

Venerdì 15 ottobre, nel giorno dell’esordio del pass obbligatorio sul luogo di lavoro, nel capoluogo lombardo c’era già stato un accenno di protesta: al mattino 500 persone hanno sfilato dall’università Statale a corso Sempione, passando per il Duomo e l’Arco della pace. Dopo un’annunciata intenzione di dirigersi alla sede Rai, i manifestanti hanno desistito dall’ intento e si sono dispersi. In serata, poi, un centinaio di attivisti hanno dato vita a un nuovo corteo improvvisato tra Porta Venezia, piazza della Repubblica e corso Buenos Aires.

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