Una settimana dopo l’assalto alla sede della Cgil da parte dei No Green pass, le tre sigle sindacali rispondono con una manifestazione antifascista unitaria a Roma. “Siamo oltre 100mila”, è stato l’annuncio dal palco di piazza San Giovanni da parte degli organizzatori. I partecipanti sono arrivati da tutta Italia con 800 pullman, dieci treni speciali e qualche volo dalle isole. Secondo la questura, i presenti al sit-in erano circa 60mila.

Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha sfilato in testa al corteo dietro lo striscione “La Cgil resiste. #maipiùfascismi” ed è stato accolto dal coro “siamo tutti antifascisti“. “È una manifestazione che difende la democrazia nel nostro Paese, quindi di tutti e non di parte”, ha detto difendendosi dalle critiche di chi ha parlato di un evento politico di parte. “L’attacco al sindacato è in realtà un attacco alla dignità del lavoro di tutto il Paese”. Quindi dal palco, Landini si è rivolto direttamente al governo: “C’è un primo atto che chiediamo, che il governo faccia, con l’appoggio di tutto il Parlamento: le forze che si richiamano al fascismo e usano atti violenti devono essere sciolte. Dalla solidarietà si deve passare all’azione concreta“. Tantissime le persone arrivate in piazza San Giovanni, in un clima generale di serenità nonostante l’allerta massima per il rischio di infiltrazioni e nuovi scontri: tante le bandiere delle tre organizzazioni sindacali e i palloncini blu, rossi e verdi. Vietati dagli organizzatori simboli di partito e interventi di esponenti politici, per rispettare il silenzio elettorale per i ballottaggi di domenica 17 ottobre. La manifestazione si è conclusa sulle note di “Bella Ciao” che è stata intonata in coro dalla folla.

I presenti e gli assenti in piazza – I grandi assenti della manifestazione antifascista sono stati i leader del centrodestra che, come annunciato, hanno deciso di non presentarsi sostenendo che è “una piazza di parte” nel giorno del silenzio elettorale. Presenti invece tutti gli esponenti del centrosinistra: il segretario Pd Enrico Letta, il presidente M5s Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri M5s Luigi Di Maio. Poi il ministro del Lavoro Pd Andrea Orlando, il ministro della Cultura Dario Franceschini e quello della Salute Roberto Speranza. E pure gli ex segretari dem Nicola Zingaretti e Pierluigi Bersani, l’ex segretaria Cgil Susanna Camusso, la vicepresidente dell’Emilia-Romagna Elly Schlein e il candidato sindaco a Roma Roberto Gualtieri. Diversi i sindaci, alcuni con tanto di fascia tricolore come Matteo Lepore, Leoluca Orlando e Dario Nardella. Tra i big M5s presenti Paola Taverna e Alfonso Bonafede. L’ex premier Massimo D’Alema ha stigmatizzato l’assenza dei leader di Lega, Fdi e Fi: “Di fronte a un fatto gravissimo che non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese”, ha detto, “sarebbe stata ragionevole una risposta unanime”. L’unico esponente di centrodestra presente in piazza è stato il deputato Fi Elio Vito: “Che errore l’assenza dei moderati”, ha dichiarato. A sfilare accanto a Landini anche il prete antimafia don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: “Il dissenso è il sale della democrazia e la violenza è la sua negazione. La violenza dei fascismi, dei razzismi e dei sovranismi nasce dal veleno di una società disgregata e da una democrazia pallida dove troppi diritti sono parole dette o scritte sulla carta ma non si traducono in concreto”, ha dichiarato. Alla manifestazione hanno partecipato numerose sigle dall’Anpi a Libera fino a Legambiente ed Emergency.

Il discorso di Landini: dalla “verità per Regeni” all’appello per il “diritto alla cultura”– “Questa bellissima piazza parla a tutto il Paese”, ha esordito il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in giacca scura e cravatta rossa. Questa “non è solo una risposta allo squadrismo fascista, è qualcosa di più: questa piazza rappresenta tutta l’Italia che vuole cambiare il Paese, che vuole chiudere la storia della violenza politica. Essere antifascisti si è per garantire la democrazia di tutti e i principi fondamentali della nostra Costituzione. Tutto il governo assuma questa sfida e apra una fase di grande cambiamento sociale”. E “noi vogliamo essere protagonisti del cambiamento”. E dopo aver chiesto un intervento concreto da parte dello Stato perché vengano sciolte le organizzazioni fasciste, ha lanciato un appello perché vada avanti il processo per l’omicidio del ricercatore friulano: “Vogliamo la verità su Regeni”, ha dichiarato accolto dall’applauso della folla. Poi Landini ha continuando, chiedendo “l’applicazione della Costituzione” che “deve ridiventare la stella polare della riforma e del rilancio del Paese”. Con l’assalto alla sede della Cgil sabato scorso “hanno fatto danni, hanno distrutto anche delle opere d’arte, dei quadri. C’è un bellissimo quadro all’ingresso di Guttuso, non lo hanno toccato, forse perché non hanno capito neanche cos’era. C’è un tema: la conoscenza e la cultura devono essere un diritto garantito a tutti. Con la conoscenza e la cultura sconfiggiamo il fascismo e la violenza”.

Landini ha anche parlato delle difficoltà del mondo del lavoro che affronta la fase post Covid: “Non possiamo passare dalla pandemia del virus alla pandemia salariale, abbiamo bisogno che la ripresa inverta la tendenza e ci sia una redistribuzione salariale”. Quindi il segretario Cgil ha sottolineato la necessità di varare una riforma del Fisco che da una parte sia capace di “combattere l’evasione fiscale, perché vale 120 miliardi, e basta il numero per capire che deve essere l’obiettivo di una lotta senza quartiere”. E dall’altra “deve avere un effetto chiaro, che la gente capisce, deve aumentare il netto in busta paga e delle pensioni”. “Ci vuole anche – ha aggiunto – una riforma seria degli ammortizzatori sociali”. Landini ha sottolineato che il Pnrr è “una grande occasione da non sprecare per un futuro diverso, per dare una speranza a giovani, donne, al Paese, al Mezzogiorno. Abbiamo una quantità di risorse europee senza precedenti nella storia del nostro Paese. Il problema non è come si usano ma che si usino bene. Bisogna creare lavoro sicuro e stabile. Mentre siamo qui un’altra persona è morta sul lavoro, una strage che continua. Qui il problema è prevenire, devono diventare un vincolo e non un costo la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Gli appelli dei leader sindacali: “Questo è uno Stato antifascista” – “È una grande giornata di democrazia”, ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Mi aspettavo una grande partecipazione. È una giornata importante, qui si riafferma il principio che questo è uno Stato antifascista, che la nostra Costituzione è antifascista. Cgil, Cisl Uil hanno sempre difeso questi principi e valori. Lo faremo anche oggi. Non ci faremo intimidire da aggressioni squadriste. E’ un’occasione per parlare anche di lavoro, di come ricostruire questo Paese”. E ancora: “In questa piazza c’è la nuova Resistenza. La Resistenza che è quella che ha combattuto il fascismo. Vogliamo riaffermare i valori della democrazia, della partecipazione e rifiuto della violenza”. Poco dopo ha parlato il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra si è rivolto al governo e al Parlamento: “Si proceda velocemente allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. L’arco parlamentare e costituzionale sia unito e deciso. E’ un passo doveroso”. Secondo Sbarra inoltre, si deve procedere con l’obbligo vaccinale: “Cosa si aspetta a rendere obbligatorio l’obbligo vaccinale, grave che il governo e il Parlamento non l’abbiamo ancora fatto per mera convenienza politica e per nascondere contraddizioni all’interno della maggioranza. E’ grave che per non affrontare queste contraddizioni si siano scaricate conflitti e divisioni sul mondo del lavoro. Così si rischia di trasformare i luoghi di lavoro in trincee”.

Nuovo attacco hacker al sito della Cgil – Intanto oggi pomeriggio c’è stato un nuovo attacco informatico ai siti della Cgil. A renderlo noto è stato lo stesso sindacato: “In concomitanza con la straordinaria manifestazione di oggi”, si legge in una nota, “è partito un attacco informatico molto strutturato, proveniente da diverse fonti, che ha colpito tutto il sistema della comunicazione della Cgil, in particolare Collettiva.it. Di conseguenza, sono stati chiusi tutti gli accessi e messo in protezione il sistema”. Nel pomeriggio il sito Cgil era difficilmente raggiungibile e anche gli altri portali collegati hanno avuto qualche difficoltà. Al momento gli accessi sono stati parzialmente attivati anche se – secondo quanto riportano fonti del sindacato – si registrano ancora difficoltà, in particolare nel caricamento dei video.

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