Nel Regno Unito deve intervenire l’esercito per far fronte alla crisi della distribuzione della benzina che sta lasciando a secco un quarto dei distributori: è uno degli effetti della Brexit, che sta provocando lunghe code e disagi. Da lunedì quasi 200 militari, cento dei quali autisti, si occuperanno della distribuzione in tutto il Paese, come ha reso noto il governo sottolineando che si tratta di una misura “temporanea” e che la “situazione alle stazioni di servizio sta lentamente migliorando”.

“Mentre la situazione si stabilizza, le nostre forze armate colmeranno dei vuoti critici e aiuteranno a tenere in moto il Paese sostenendo l’industria della distribuzione del carburante”, ha detto il ministro del Commercio, Kwasi Kwarteng. Il governo ha anche annunciato che 300 autisti di autocisterne stranieri potranno lavorare immediatamente nel Regno Unito con visti temporanei fino alla fine di marzo. All’origine della crisi di distribuzione vi è infatti la carenza di camionisti, tradizionalmente provenienti dall’Europa dell’Est, provocata dalla Brexit e acuita dalla pandemia.

Kwarteng ha ribadito che “non c’è carenza di carburante nel Regno Unito” e che il problema è provocato dall’accaparramento di benzina: “Prima torniamo ai livelli normali di acquisto, prima torneremo alla normalità“. Il governo britannico ha dovuto varare anche dei visti di lavoro temporanei per 4700 camionisti per il trasporto di cibo, tra ottobre e febbraio, e 5500 addetti agli allevamenti di pollame, fino al 31 dicembre.

La crisi della benzina ha riguardato anche Cristiano Ronaldo, da settembre tornato al Manchester United. L’attaccante portoghese ha mandato due guardie del corpo a fare rifornimento per la sua Bentley e la sua Range Rover: i due, raccontano i tabloid britannici, hanno atteso per sette lunghe ore prima di arrendersi e tornare a casa di Cr7 senza pieno.

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