È di questi giorni la notizia della castrazione degli orsi, tristemente famosi, detenuti in condizioni pietose al centro vivaistico del Casteller, in provincia di Trento. Un ulteriore episodio crudele e triste di una vicenda sicuramente gestita malissimo, da parte del presidente Maurizio Fugatti e dall’assessora Giulia Zanotelli. Intorno a questa storia aleggia un alone di mistero oscuro. Il lager del Casteller, io ci abito vicino, quindi lo conosco molto bene, è diventato un luogo simbolo di orrore e dolore.

Due orsi, M49 e M57, giacciono lì reclusi, da oltre un anno, privati della libertà solo perché hanno predato qualche capo di bestiame (M49) e per un attacco provocato a un avventore (M57). Sono reclusi in un posto pressoché inaccessibile, chiuso come fosse un luogo soggetto a segreto militare. Diverse le richieste di visite da parte di associazioni ambientaliste per verificare le condizioni di questi due animali; nessun comunicato ufficiale o bollettino emanato dai veterinari (sic) che seguono questi animali.

Denunce di maltrattamenti sono state depositate da cittadini e associazioni; ci sono stati interventi della stampa anche internazionale, di televisioni che hanno riportato una situazione davvero incivile. Tutto in silenzio, tutto occultato. E una nuova ispezione del Cites (Commercio internazionale di animali e piante in pericolo), effettuata nel giugno scorso, evidenzia la castrazione dei due orsi; privati ora di tutto! Condannati all’ergastolo in una struttura ancora una volta giudicata “non certo ottimale” per questi animali selvatici. E il silenzio che ruota intorno a questa vicenda trentina, di malagestione di questi animali selvatici che, lo ricordo, sarebbero protetti da leggi internazionali, è davvero allucinante.

Silenzio da parte della magistratura, silenzio politico generale, a parte due consiglieri di minoranza (Filippo Degasperi di Onda Civica e Lucia Coppola di Europa Verde); in un territorio che si dice vocato al rispetto della biodiversità, si continua a detenere orsi in condizioni pietose, con palesi maltrattamenti incivili. E, se non fosse per i vari ricorsi al Tar, o al Consiglio di Stato attivati da associazioni animaliste, il presidente Fugatti e la sua giunta avrebbero decretato l’abbattimento di mamma orsa JJ4. Insomma, una politica persecutoria verso questi animali.

E da una parte il leader maximo della Lega, Matteo Salvini, che esulta e gioisce nel vedere mamma orsa con i cuccioli, mentre il suo braccio operativo sul territorio trentino, il presidente Fugatti, con tutta la sua giunta, continua a perseguitare gli orsi del Casteller, rifiutando qualsiasi confronto e secretando tutto ciò che concerne la vicenda. E, personalmente, penso che i veterinari che seguono tali animali qualche responsabilità sulle condizioni di M49 e M57 la debbano sentire; mi chiedo come sia possibile per un medico veterinario accettare di essere parte di un programma di gestione simile.

Insomma, una vicenda davvero tristissima, che getta ancora una volta un’ulteriore ombra sul Trentino, che si professa garante della biodiversità, ma nei fatti gestisce i grandi carnivori con metodi non certo sostenibili.

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