“Il progetto Leva e la piattaforma E-Sports sintetizzano al meglio il concetto di innovazione che stiamo portando avanti”, spiega in una nota ufficiale il direttore esecutivo della divisione Engineering della Lotus, Richard Moore. Il riferimento è alla nuova base tecnica che farà da scheletro alle Lotus elettriche del futuro: Leva, acronimo di “Lightweight Electric Vehicle Architecture”, è una piattaforma modulare – ovvero modificabile nelle misure del passo, nella dimensione delle batterie usate e nel numero di motori applicati – che permetterà di realizzare più modelli.

Due le possibili collocazioni della batteria: per i modelli più sportivi, a due posti, l’accumulatore è accolto dietro la cellula dell’abitacolo e davanti al powertrain a elettroni, a sua volta alloggiato all’altezza dell’asse posteriore. Tuttavia, su alcune Lotus del futuro – presumibilmente pensate per essere più versatili e confortevoli, con abitacolo per quattro passeggeri, anzi 2+2 – il battery pack sarà accolto sotto il pianale, come succede per le vetture di Tesla o Volkswagen.

A questa seconda opzione architettonica corrisponderebbe un posto guida posizionato più in alto, contrariamente alle Lotus con accumulatore ubicato dietro l’abitacolo, che invece avranno posizione di guida rasoterra, come si conviene alle vere supercar. Tutte avranno la trazione posteriore e due power-step di potenza: 476 Cv e batteria da 66,4 kWh (unica taglia disponibile per il telaio con batteria sotto il pavimento), e doppio motore, con potenza di 884 Cv e batteria da 99,6 kWh. Cambierà anche il passo, cioè la distanza fra gli assi, compresa fra 2,47 metri e 2,65 metri.

“Abbiamo apportato numerosi correttivi per rendere più efficiente l’intero ciclo vitale del prodotto, dando vita a un telaio concepito sin dall’inizio per ottenere il massimo della leggerezza e delle prestazioni. Piuttosto che concentrarci sullo sviluppo di un singolo modello, abbiamo preferito destinare i nostri sforzi alla progettazione di un’architettura in grado di supportare un’intera generazione di vetture elettriche”, dice Richard Moore.

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