Quale miglior modo per celebrare un grande artista, come Franco Battiato, riproponendo le sue canzoni più belle nella versione originale reinterpretate da oltre 50 artisti che in qualche modo hanno intersecato il suo percorso? “Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato” è stato un mega evento quattro ore e mezza, finito oltre l’una di notte, che ha acceso le seimila persone (capienza massima prevista) dell’Arena di Verona. “Patriots”, “Centro di gravità permanente”, “Voglio vederti danzare”, “La cura”, “Prospettiva Nevski”, “Invito al viaggio”e il finale commovente con solo la voce di Battiato sulle note del suo ultimo brano pubblicato “Torneremo ancora”. Una serata speciale che è arrivata a distanza di quattro mesi dalla scomparsa del grande artista che ha scosso tutto il panorama della musica italiana e organizzata dallo storico manager di Battiato, Francesco Cattini. Il concerto era stato inizialmente pensato per la celebrazione dei 40 anni del disco cult del Maestro “La voce del padrone”, che avrebbe tagliato il traguardo dell’importante ricorrenza proprio il giorno della pubblicazione, il 21 settembre. Poi la scomparsa dell’artista ha fatto virare l’evento in una grande celebrazione diretta dal regista preferito di Vasco Rossi, Pepsy Romanoff. Per chi non c’era il concerto rivivrà in un disco e dvd che uscirà nel 2022 e sarà trasmessa su Rai Tre entro fine anno con il commento di Pif. Alcuni speciali andranno in onda anche su Sky Arte. Sul palco l’orchestra formata dalla Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti, con Carlo Guaitoli alla direzione e pianoforte, Angelo Privitera alle tastiere e programmazione, Osvaldo Di Dio, Antonello D’Urso e Chicco Gussoni alle chitarre, Andrea Torresani al basso, Giordano Colombo alla batteria. Unica nota stonata dell’evento i fischi per Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, prima di lasciare la scena, ha detto: “Saluto mia sorella e tanto mi basta, e a quelli che mi insultano dico siate felici”. Un fuoriprogramma evitabile da parte degli spettatori dell’Arena, soprattutto perché era una festa della musica e per un grande cantautore.

SCALETTA
1. Suite cinematografica – Arisa 2. Come un cammello in una grondaia – Morgan 3. L’animale – Emma 4. Lode all’inviolato – Simone Cristicchi 5. Luna indiana – Manet Raghunath 6. Povera Patria – Paola Turci e Danilo Rossi 7. Che cosa resterà – Gianni Morandi 8. No time no space – Mahmood 9. Il Re del Mondo – Angelo Branduardi 10. Un’altra vita – Max Gazzé 11. Tutto l’universo obbedisce all’amore – Carmen Consoli 12. L’era del cinghiale bianco – Jovanotti e Saturnino 13. Strani giorni – Cristina Scabbia con Davide Ferrario, Chicco Gussoni e Saturnino 14. Io chi sono? – Alice 15. Prospettiva Nevski – Alice 16. La Cura – Alice 17. Nomadi – Alice e Juri Camisasca 18. Segnali di vita – Morgan con Fabio Cinti 19. Shock in my town – Bluvertigo 20. Aria di rivoluzione e Da oriente a occidente – Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi, Beppe Brotto, Andrea Chimenti 21. La Torre – Vinicio Capossela 22. Voglio vederti danzare – Extraliscio 23. Attende Domine – Juri Camisasca 24. L’ombra della luce – Juri Camisasca e Nabil Bey 25. Oceano di silenzio – Roberto Cacciapaglia 26. Oceano di silenzio – Eugenio Finardi con Cristina Baggio 27. La stagione dell’amore – Fiorella Mannoia 28. Summer on a solitary beach – Luca Madonia 29. I treni di Tozeur – Baustelle 30. Gli uccelli – Giovanni Caccamo 31. Bandiera bianca e Sentimiento nuevo – Colapesce e Dimartino 32. Cuccurucucu – Gianna Nannini 33. Magic shop – Vasco Brondi 34. Stranizza d’amuri – Mario Incudine e Enzo Avitabile 35. E ti vengo a cercare – Diodato 36. Centro di gravità permanente” – Colapesce, Dimartino, Luca Madonia, Giovanni Caccamo, Carmen Consoli e Mario Incudine 37. Up Patriots to arms” – Subsonica 38. Torneremo ancora – Franco Battiato

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