300mila euro in 3 anni, più Iva, a Stefano Accorsi per promuovere l’immagine turistica dell’Emilia Romagna e scoppia la polemica. È stato il consigliere Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia a chiedere conto alla giunta Bonaccini della trasparenza sulle cifre elargite alla star del cinema nell’aula del consiglio regionale. “I compensi per questo genere di iniziative devono essere resi pubblici e non tenuti nella penombra”, ha spiegato Barcaiuolo al FQMagazine. “È da quando il presidente Bonaccini ha presentato in pompa magna l’evento che ho chiesto l’accesso agli atti perché del compenso all’attore protagonista non si è mai parlato. Poi a luglio 2021 dopo aver visto l’unico spot prodotto finora in due anni ho fatto un’interpellanza in aula a cui mi è stato risposto solo ora”.

È stato l’assessore al turismo regionale, Andrea Corsini, a rispondere al consigliere di opposizione, spiegando come il progetto sia complesso e richiederebbe un tempo lungo in fatto di dettagli e che quindi “gli spedirò un wetransfer, perché si tratta di file molto pesanti”. “Sto ancora attendendo il wetransfer”, ironizza Barcaiuolo. “Non contesto assolutamente l’utilizzo di una star, potrei chiamarla anch’io. Il punto è la trasparenza sulle cifre e soprattutto, in questo caso, su cosa è stato fatto fino ad oggi. A me risulta solo un breve spot andato in onda a maggio 2021. È lecito dunque chiedersi cos’altro è stato girato e pubblicato, e cos’altro verrà fatto nel prossimo anno”.

Lo spot segnalato da Barcaiuolo è quello che dura 30 secondi e vede Accorsi passeggiare in Piazza Maggiore a Bologna e, mentre scorrono immagini di salumi e tortellini poi di luoghi architettonici d’eccellenza, l’interprete di Radiofreccia declama la battuta “L’Emilia Romagna è la terra dei piaceri proibiti. Dici che vieni qua perché si mangia bene, poi di nascosto vai a gustarti le città d’arte. Con la scusa delle notti folli, ti godi 202 teatri, 530 musei, oltre 100 chilometri di portici, migliaia di spettacoli nelle sere d’estate. Ma abbiamo una reputazione da difendere: quindi, per favore, non dire che vieni qua per l’arte e la cultura: i veri piaceri sono segreti. Emilia-Romagna, Italia”. “Si tratta di un progetto digitale triennale con tutta una serie di prodotti social voluto dall’APT regionale di cui la voce narrante è Accorsi”, spiega a FQMagazine l’assessore al turismo Corsini. “Lo spot che avete visto verrà rilanciato in autunno mentre per il 2022 ancora dobbiamo valutare cosa fare. 300mila euro sono troppi, sono pochi? Di certo posso dire che Accorsi prende cachet più alti per il suo lavoro d’attore. Pensiamo solo agli spot girati per una nota casa automobilistica. Per noi il risultato è un prodotto di qualità che ha ricevuto molti apprezzamenti”. Corsini ricorda infine che prima di tutto il progetto era nato grazie alla disponibilità di Accorsi, che era stato contattato privatamente, poi per la questione produttiva “c’è stata una procedura di evidenza pubblica” vinta da The Solo House, neofita società di produzione sorta tra Bologna e Reggio Emilia proprio nel 2020 di cui non si trovano precedenti lavori online. Società che abbiamo provato a contattare via mail e Facebook ma senza risultato. Sempre sulla pagina di The Solo House si possono trovare altri due spot di un paio di minuti con protagonista Accorsi, in chiave più comica che a quanto risulta FQMagazine non sono mai andati in onda: in uno fa il bagnino sulle spiagge romagnole, nell’altro al grido “non ne posso più dell’Emilia Romagna” attraversa in bicicletta diversi paesaggi della regione.

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