Maria De Filippi ancora una volta al passo con i tempi. È stata lei a volere che sul trono di Uomini e Donne si sedesse Andrea Nicole, la tronista che prima era un uomo. O meglio: “Aveva un sesso biologico diverso da quello di ora. Sono sempre stata una donna”, ha detto durante la puntata di ieri 14 settembre. In realtà lo aveva già raccontato in esclusiva anche a noi di FqMagazine, ma durante il suo esordio nel programma di Canale 5 ha voluto sottolinearlo ed ha spiegato: “Intraprendo il percorso di transizione a 15 anni, a 16 inizio le terapie psicologiche primordiali. Lo faccio principalmente da sola perché i miei genitori in principio non capivano quello che volessi e come mi sentissi realmente. Ma li capisco, li ho sempre capiti”. E poi: “Finita la scuola, ho cercato un lavoro per avere i soldi per le terapie, che inizio a 18 anni. Io ne avevo bisogno, nonostante lo avessi sempre dimostrato fin da piccolissima, è sempre difficile per un genitore rendersene conto”.

E ancora ha spiegato il cambiamento non solo del corpo ma anche dell’umore. A quel punto i genitori hanno capito e l’hanno sostenuta. “Nel 2014, dopo le varie autorizzazioni del Tribunale per il cambio documenti.. concludo a Barcellona il mio percorso. Ma non sono una donna dal 2014, quello lo sono dalla nascita. Diciamo che da quella data anche lo Stato italiano mi riconosce come tale”. A quel punto è intervenuta la conduttrice: “Quando ti ho conosciuta, io conoscevo il tuo trascorso. Sei arrivata in ufficio e davanti alla porta c’erano due signori ben piazzati”, ha esordito. Poi ha aggiunto: “Ho visto come ti guardavano, ti hanno fatto un’analisi del corpo, non sapevano che fosse nata uomo e poi diventata donna. Guardavano una bella ragazza e se la spizzavano dalla testa ai piedi. Poi ho fatto vedere la tua fotografia ad un autore televisivo, lui ha detto ‘È bellissima’. Allora io gli ho detto: ‘È nata uomo’. E lui mi ha detto che non ci credeva”.

Poi Maria De Filippi ha concluso: “Come lo dicevo.. vedevo che la gente rimaneva, no? Io penso che non conoscendo le cose, a volte, il disorientamento non sia colpevole. Quando eri seduta davanti a me io non ho fatto altro che guardarti le mani, le gambe.. cercavo di vedere se c’era qualcosa che non era ‘giusto’, ‘normale’. Questo perché cresciamo con un concetto di normalità che ci mettono in testa. E quindi stiamo lì che guardiamo, guardiamo, guardiamo.. Io continuavo a guardarti come una imbecille. Ecco, spero che quello che è successo a me possa succedere anche a casa. Non c’è nulla da guardare, c’è solo da conoscere“.

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