“Particolato” ovvero piccolo particelle solide. È questa la sostanza estranea trovata in 39 fiale del vaccino Moderna in Giappone che ha portato alla sospensione di tre lotti del composto anti Covid. Secondo Moderna e le autorità sanitarie nipponiche non c’è nessun problema di sicurezza o efficacia. La sospensione è stata decisa in via precauzionale. La stop però ha indotto alcune aziende giapponesi a bloccare le vaccinazioni dei lavoratori previste per giovedì scorso. Sul caso indaga anche l’Agenzia europea del farmaco perché la società farmaceutica spagnola Rovi infiala i vaccini Moderna anche per l’Europa.

“L’Ema è a conoscenza della presenza di particelle inaspettate nei lotti di Spikevax (il vaccino Moderna COVID-19) distribuiti solo in Giappone. La società (Moderna) ha ora confermato che il lotto interessato non era destinato all’Unione europea. L’Ema – si legge in una nota – sta indagando ulteriormente sulla questione e ha chiesto al titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio di fornire maggiori informazioni, compresi i dettagli di una possibile causa principale. L’Ema sarà in grado di fornire maggiori informazioni man mano che l’indagine procede”.

La casa farmaceutica spagnola in una nota ha fatto sapere che la contaminazione potrebbe essere dovuta “un problema di produzione in una delle linee di produzione” e che è in corso “un’indagine” come prevede “la procedura standard per questi casi. La rilevazione di questo particolato si riferisce ad alcune fiale di un lotto di prodotto distribuito esclusivamente in Giappone. Rovi, così come Moderna e Takeda, l’azienda che distribuisce il vaccino in Giappone – prosegue la nota – stanno lavorando con le autorità sanitarie per chiarire e risolvere questo incidente”.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters un dirigente del ministero della Sanità ha riferito che la società di distribuzione giapponese ha scoperto per la prima volta le fiale contaminate il 16 agosto e ha segnalato il problema al governo mercoledì. Un ritardo dovuto al fatto che la società aveva bisogno di tempo per raccogliere informazioni su quali fiale erano interessate e dove si trovavano nel paese. “L’Ema sta indagando sulla questione e ha chiesto al titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio di fornire informazioni su qualsiasi potenziale impatto sui lotti forniti all’Ue, oltre ai dettagli sull’indagine in corso sulla causa principale”, ha spiega l’agenzia in una dichiarazione a Reuters.

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