Per la Dda di Reggio Calabria, l’ex sindaco di Delianuova Francesco Rossi era a completa disposizione della cosca Alvaro. Per questo motivo il politico locale è stato condannato a 12 anni di carcere per associazione mafiosa. La famiglia mafiosa di Sinopoli era riuscita a infiltrarsi non solo nel Comune di Delianuova ma anche in alcuni appalti pubblici importanti come i lavori di realizzazione dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi. Una grande opera che garantisce la sicurezza della connessione della rete elettrica siciliana a quella del resto d’Italia per ridurre il rischio di black-out in Sicilia. Secondo gli inquirenti, c’era un vero e proprio “accordo” tra la Roda Spa, impresa aggiudicatrice dei contratti da Terna Spa, e alcune ditte di Sinopoli, Sant’Eufemia e San Procopio, tutte collegate o riconducibili agli Alvaro.

Con la formula “perché il fatto non sussiste”, invece, è stato assolto dall’accusa di corruzione elettorale Vincenzo Nociti, l’ex consigliere comunale di Reggio Calabria che si era candidato alle regionali del 2014 nella lista “Oliverio Presidente”. La sentenza del processo “Iris” contro la cosca Alvaro è arrivata mercoledì sera tardi quando il Tribunale di Palmi, al termine della camera di consiglio, ha condannato 9 imputati e ne ha assolti 14.

La condanna più pesante, 24 anni di carcere, è stata inflitta al boss Raffaele Alvaro detto “Pagghiazza“. Sono stati giudicati colpevoli Carmine Alvaro detto “u limbici” (14 anni di reclusione), Carmine Alvaro detto “u bruzzise” (12 anni), Antonino Bonforte (6 anni e 6 mesi), Saverio Napoli (12 anni), Renato Licastro (12 anni) e Domenico Rugolino (12 anni). Quest’ultimo è ritenuto uno dei boss di Catona (nella periferia nord di Reggio Calabria) che era in rapporti con gli Alvaro. Dopo tre anni di carcere, invece, è stato assolto per non aver commesso il fatto Giuseppe Foti, ritenuto dai pm l’accompagnatore di Rogolino.

Per quanto riguarda l’ex consigliere comunale Nociti, quest’ultimo era accusato di aver stretto un accordo del tipo ‘do ut des’ con la cosca Alvaro. Secondo gli inquirenti ci sarebbe stato pure un “incontro segreto” avvenuto prima delle elezioni tra i maggiorenti “della famiglia mafiosa Alvaro” e il candidato Nociti che però alle regionali, nella zona di influenza della cosca incassò solo 88 voti. La Procura nei suoi confronti aveva chiesto 6 mesi di carcere ma il Tribunale di Palmi ha ritenuto che non ci sono gli elementi per condannarlo. Difeso dall’avvocato Andrea Alvaro, è stato assolto anche l’ex funzionario dell’Inps Giuseppe La Capria accusato di associazione mafiosa e truffa.

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