Il Senato ha eletto Igor De Biasio e Alessandro Di Majo come nuovi membri del consiglio d’amministrazione della Rai. De Biasio, classe 1977, consigliere uscente sostenuto da Lega e Forza Italia, ha ottenuto 102 voti, mentre Di Majo, classe 1968, avvocato e docente portato da Pd e Movimento 5 stelle, ha totalizzato 78 preferenze (sulle 113 che però erano a disposizione dei due partiti). Venti voti sono invece andati a Giampaolo Rossi, altro uscente in quota Fratelli d’Italia, su cui il partito di Giorgia Meloni ha tentato fino all’ultimo di trovare un accordo. I voti dispersi sono stati 12, le schede bianche 13 e le nulle ben 34. Alle 21, dopo il voto sul Dl Sostegni bis, si è invece svolta l’elezione nell’aula della Camera: le consigliere elette sono Francesca Bria, economista romana in quota Pd, che ha ottenuto 162 voti e Simona Agnes, figlia dell’ex dg e direttore del Tg3 Biagio, spinta da Forza Italia, che ne ha raccolti 161.

I nomi Pd-M5s e i malumori dei 5 stelle per la candidatura Di Majo – La strada per l’intesa appariva in salita da giorni. Nel primo pomeriggio l’alleanza Pd-5 Stelle-Leu ha fatto sapere di aver trovato un accordo su Bria e Di Majo. Fonti grilline raccontano di malumori nel gruppo – da parte, in particolare, dei componenti della commissione di Vigilanza Rai – per l’indicazione di Di Majo, vissuta come una scelta imposta dal vertice (l’avvocato è in stretti rapporti con Giuseppe Conte): il suo nome era stato infatti bocciato da sette membri M5S su otto in Commissione di vigilanza. Circostanza che spiega anche i numerosi voti mancanti al momento dell’elezione.

Oggi, come riferito dall’Adnkronos, si è tenuta un’accesa riunione dei senatori 5 stelle a Palazzo Madama. “Avevamo scelto un’altra persona, assurdo che ci impongano un nome che abbiamo audito e non ha competenze in materia di tv”, si sono lamentati alcuni. “Dopo le audizioni, sei dei nostri in Vigilanza avevano scelto Antonio Palma, un solo voto era andato ad Alessandro Di Majo. Com’è stato possibile ignorare un’indicazione così netta?”. Il dito è puntato contro il capo politico reggente Vito Crimi e i capigruppo di Senato e Camera, Ettore Licheri e Davide Crippa. “Di fronte a questo assurdo ribaltamento abbiamo chiesto di convocare, con urgenza, un’assemblea di gruppo”, hanno detto. “Se il nuovo corso del Movimento inizia così, calpestando la volontà degli eletti, è un brutto inizio”, fa filtrare un senatore. Dal canto proprio Italia viva, ha annunciato il capogruppo Davide Faraone, lascia libertà di non votare o di votare scheda bianca. “Ci saremmo aspettati metodi di selezione e nomi migliori per il rinnovo del Cda Rai”, ha scritto in una nota.

Lega e Fi provano l’intesa, ma FdI non molla il suo candidato – Sul fronte del centrodestra, invece, l’intesa Lega-Forza Italia ha portato all’elezione al Senato di Igor De Biasio, indicato dal Carroccio. Mentre Simona Agnes, in quota azzurra, è passata alla Camera. È restata fuori dall’accordo, invece, Fratelli d’Italia. Le tensioni politiche rischiano di ripercuotersi sull’intera partita, anche considerati i mal di pancia del centrodestra per i nomi scelti dal governo come amministratore delegato e presidente, Carlo Fuortes e Marinella Soldi. Malumori che potrebbero impattare sul voto in commissione di Vigilanza, che dovrà confermare a maggioranza di due terzi la scelta di Soldi per la presidenza. I nomi di Fuortes, futuro ad, e Soldi, futura candidata alla presidenza, non sono ancora stati formalmente proposti dal ministro Daniele Franco in Consiglio dei ministri: a quanto si apprende, il Cdm allo scopo potrebbe tenersi giovedì alle 16.30.

I profili dei candidati dei partiti

Francesca Bria – Presidente del Fondo nazionale innovazione – Cdp Venture Capital Sgr. Economista romana e consulente delle Nazioni Unite per città e diritti digitali, è stata anche tra gli esperti chiamati dall’Ue per le politiche di innovazione e per definire il “New European Bauhaus” a favore della creazione di città più verdi e sostenibili. È stata Chief Technology Officer della città di Barcellona.

Alessandro Di Majo – Avvocato e docente romano, considerato vicino all’ex premier Giuseppe Conte. Già consigliere della Corte di Cassazione e giudice del collegio di garanzia dello sport del Coni. Professore a contratto di Diritto dello sport e Diritto del lavoro nell’economia digitale presso l’Università telematica internazionale Uninettuno di Roma, alla facoltà di Economia.

Igor De BiasioConsigliere uscente della Rai e amministratore delegato della società privata a maggioranza pubblica Arexpo s.p.a., fondata nel 2011 per acquisire le aree che hanno poi ospitato l’Expo Milano 2015 che oggi si occupa di valorizzare il sito. Proprio il suo doppio ruolo nel 2019 finì al centro delle polemiche e il deputato Michele Anzaldi chiese chiarimenti all’Anac.

Simona Agnes – Figlia di Biagio Agnes, direttore generale della Rai negli anni Ottanta, oltre che fondatore e direttore del Tg3. Attualmente si occupa di comunicazione ed è presidente della Fondazione Biagio Agnes che si occupa di promuovere iniziative culturali e nel settore dell’informazione, oltre che di turismo e valorizzazione del Sud. La Fondazione attribuisce ogni anno un premio giornalistico.

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