“La trasmissione che parla di onestà non rispetta le sentenze che la riguardano? Spero sia un equivoco”. Nella sua ultima Enews Matteo Renzi non rinuncia a punzecchiare Report, il programma Rai che ha indagato sui costi del suo aereo di Stato e – di recente – ha raccontato il suo misterioso incontro all’Autogrill con l’agente segreto Marco Mancini. L’occasione è il provvedimento del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso di Andrea Mascetti – avvocato vicino alla Lega al centro della puntata del 26 ottobre 2020 – intimando alla redazione di consentirgli “l’accesso agli atti e ai documenti” relativi alla “raccolta di informazioni riguardanti le prestazioni di carattere professionale svolte dal ricorrente in favore di soggetti pubblici”. Cioè, in sostanza, di rivelare le fonti giornalistiche usate per indagare sulle sue consulenze. Una decisione che la Rai ha impugnato di fronte al Consiglio di Stato e rispetto alla quale hanno espresso preoccupazione vari esponenti politici, soprattutto di area centrosinistra e M5s. Con il conduttore, il vicedirettore di Rai 3 Sigfrido Ranucci, ad annunciare che Report non darà gli atti a Mascetti, non lo faremo neppure da morti. Dovranno venire a prenderli con l’esercito“.

Tra le – poche – voci non schierate a difesa della trasmissione, invece, si era distinta quella del deputato Luciano Nobili, pasdaran renziano di Italia Viva che in precedenza aveva presentato un’interrogazione parlamentare adombrando l’esistenza di una fattura da 45mila euro pagata da Report “ad una società lussemburghese per confezionare servizi contro Renzi“. Nobili ha definito le parole di Ranucci “gravissime, soprattutto se pronunciate da un dipendente pubblico. Da quando in qua una trasmissione del servizio pubblico è al di sopra della legge? Da quando non si deve rendere conto delle accuse che si rivolgono davanti a centinaia di migliaia di telespettatori?”, argomentava. Parole a cui Ranucci replicava all’AdnKronos: “Io sono figlio di un uomo delle forze dell’ordine. Per me la legge è sopra a tutto. La legge mi permette di tutelare le fonti e lo farò fino alla morte”, spiegava, definendo “falso” il dossier che Nobili aveva presentato come interrogazione contro Report, nella quale – accusava – il deputato “ha rivelato le fonti di Report. Questa è la sua visione della libertà di stampa. Io le fonti giornalistiche non le rivelo e Nobili dovrebbe sapere bene che anche di fronte a un giudice un giornalista può rifiutarsi di fornirle. Studi la Costituzione e la legge del suo Paese che mostra di non conoscere. Nobili e la libertà di stampa sono un ossimoro“, attaccava.

E martedì – tre giorni dopo sentenza del Tar – in difesa di Nobili è intervenuto anche l’ex premier e leader del partitino centrista. “La trasmissione Report continua a far parlare di sé”, scrive nel Pensierino della sera in calce alla newsletter. “Dopo le strane vicende dell’aereo di Stato e dell’autogrill, continua ad attaccare i nostri parlamentari – in questo caso segnatamente Luciano Nobili – perché abbiamo chiesto di rispettare le sentenze della magistratura italiana. Poiché il Tar del Lazio ha dato torto a Report, il conduttore Ranucci ha detto che non intende rispettare la sentenza. Questa è bella: la trasmissione che parla di onestà non rispetta le sentenze che la riguardano? Spero che sia un grande equivoco. Anche perché qui non si parla di “svelare le fonti”, ma di garantire l’accesso agli atti, che è un principio cardine della pubblica amministrazione”, scrive, attaccando Pd e Movimento 5 stelle, che invece hanno criticato la decisione del Tar. E concludendo con “un abbraccione a Luciano, insultato violentemente, non solo sui social, per la sua coraggiosa presa di posizione“.

La guerra contro Report, peraltro, è anche l’ultima manifestazione dell’asse politico tra Lega e Italia Viva (già osservato in merito alla riforma della giustizia e alla battaglia per l’abolizione del coprifuoco). A spalleggiare fin dall’inizio Nobili, infatti, era arrivata una nota dei senatori salviniani in Commissione di vigilanza Rai: “Sebbene a qualcuno piaccia pensarlo, Report non è al di sopra della legge e come tutti noi anche il programma di Ranucci è tenuto a rispettarla. La sentenza del Tar del Lazio nei confronti della trasmissione di Rai 3 è chiara: occorre garantire la trasparenza del servizio pubblico. Si evitino vittimismo e toni esageratamente alterati, semplicemente c’è un pronunciamento che va rispettato”, scrivevano. E Salvini si era schierato al fianco di Renzi anche durante la bufera per l’abboccamento segreto con Mancini svelato dalla trasmissione: “Polemica inesistente, io ho visto decine di agenti segreti“, diceva davanti alle telecamere. Talmente inesistente che, poche settimane dopo, il caporeparto del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza) ha scelto il pensionamento anticipato: a pesare sulla decisione, secondo ricostruzioni univoche, proprio le domande inevase sul suo incontro con Renzi.

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