“Siamo entrati a Wembley alle quattro del pomeriggio e siamo usciti all’una di notte, praticamente lo abbiamo aperto e chiuso noi”, sono le parole di Katia Serra, la prima telecronista donna in una finale dell’Italia. 48 anni, da Anzola (Bologna), l’ex calciatrice ha raccontato a La Repubblica l’emozione di commentare la finale dell’Europeo che ha visto trionfare l’Italia sull’Inghilterra. Accanto a lei, Stefano Bizzotto: “Quando è finita gli ho chiesto un abbraccio, non vedevo l’ora che finisse il collegamento in diretta per poterlo fare. L’ho ringraziato, sono felice di aver condiviso con lui questa esperienza”, ha detto.

Dopo aver spiegato la felicità di svegliarsi da campione d’Europa (“Non campionessa”) e di essersi meravigliata della calma con cui è riuscita ad affrontare la sua “partita della vita”, si è lasciata andare ad una rivelazione: “Ai rigori ho fatto la tifosa. A microfoni spenti ho detto a Bizzotto che loro avevano le facce più tese e preoccupate. Noi eravamo sicuri delle nostre scelte, avevamo le idee più chiare, mentre loro erano più dubbiosi”.

Infine una stoccata sul mancato fair-play della squadra inglese: “L’abbiamo sottolineato ogni volta che potevamo in telecronaca. I fischi al nostro inno, i tuffi di Sterling, le medaglie rifiutate… Non mi sono piaciuti per niente. Bisogna saper perdere. Il gesto di levarsi la medaglia è una mancanza di rispetto non solo nei confronti del vincitore, ma di tutti quelli che la finale non sono nemmeno arrivati a giocarsela e anche di chi l’ha organizzata”.

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