“La mia sensazione è che Parigi abbia un po’ perso il senso dell’alta moda. Questo è il mio modo per invitarla a tornare a quel mondo”. Giorgio Armani torna a sfilare nella “ville lumiere”, in quei saloni dell’Ambasciata Italiana di rue de Varenne che per lui sono ormai una seconda casa, e con la sua nuova collezione Privé ribadisce quelli che sono per lui i canoni imprescindibili dell’Alta Moda. “Pensavo a dove sfilare, e mi è sembrato naturale chiedere di poter tornare qui: appena entrato, ho pensato di essere tornato a casa”, ha spiegato lo stilista ai giornalisti presenti al défilé, tenutosi finalmente alla presenza del pubblico. Pubblico che annoverava in prima fila l’attrice Diane Kruger, la cantante Malika Ayane, la giornalista Lilli Gruber e Laura Mattarella, la figlia del Presidente della Repubblica e in visita ufficiale a Parigi con il padre.

Il caso ha infatti voluto che la sfilata di Giorgio Armani capitasse proprio nei giorni in cui anche Sergio Mattarella si trova nella Capitale francese: “Con il Presidente ci siamo incontrati nei giorni scorsi, – ha raccontato Re Giorgio – . All’inizio ero parecchio intimidito, ma lui è stato molto amichevole: credo si sia reso conto che anche io, nel mio piccolo, un paio di cose le ho fatte. Abbiamo parlato di moda senza parlare di moda”. Un modo elegante, il suo, per dire che con il Presidente ha avuto modo di confrontarsi sulle sorti di questo settore cruciale per l’economia italiana (le stime per il 2021 parlano infatti di un giro d’affari di 80 miliardi di euro), che coinvolge allo stesso tempo industria e cultura, soprattutto in questa delicata fase di ripresa post-pandemia. D’altra parte Armani ha sempre avuto l’animo dell’imprenditore e continua a dimostrarlo tenendo ben salde nelle sue mani le redini dell’azienda, con un fatturato che ha saputo tenere botta anche nell’annus horribilis 2020.

Ecco quindi che già dal titolo, “Shine“, questa collezione vuole essere via definitivo alla rinascita, simboleggiata dalla luce che impregna e si riflette in ogni capo, plasmata sapientemente dai tessuti che si fanno fluidi, di più. Liquidi. “Perché voi non avete voglia di luce dopo tutta l’ombra che è caduta sul mondo?“, incalza Armani e il suo messaggio è scandito ulteriormente dalle note limpide e cristalline che fuoriescono dall’arpa di René Aubry, la musicista scelta a fare da colonna sonora della sfilata con la sua “Après la pluie“, “dopo la pioggia”, appunto. Protagonisti assoluti di questa Haute Couture sono infatti i colori e i volumi che creano giochi di luce a tratti abbaglianti, freschi e dirompenti come i raggi del sole all’alba. L’atmosfera è radiosa, rarefatta, fiabesca. Le modelle, abbigliate in lunghi abiti da sera, sembrano fate che aleggiano sulla passerella. Le stoffe sono impalpabili, tanto che sembrano intessute con la rugiada del primo mattino. Raso e seta sono attraversati di leggerissimi fili metallici che gli donano preziosità e un’impressione di festosa leggerezza.

Queste creazioni sono allo stesso modo senza tempo e perfettamente calate nel tempo della vita che stiamo vivendo oggigiorno, nuove e inedite ma perfettamente coerenti con la poetica armaniana. C’è tanta femminilità e soave sensualità, nelle giacche di velluto nero notte come nei corpetti tempestati di cristalli. Pennellate di rosa, in tutte le sue sfumature, ricreano la sensazione di un giardino segreto, un luogo magico e incantato dove gli abiti sono boccioli di fiore. Un colore inusuale, che Re Giorgio ha ufficialmente eletto a tratto distintivo di questa Privé, accostato ora all’indaco, ora ai toni nude e ancora al greige, al pervinca e al verde acqua. Tra un look e l’altro si riconoscono alcuni capi della precedente collezione, quella in omaggio a Milano, segno di come lo stilista abbia voluto creare un sottile fil rouge che attraversa queste sue creazioni, legate dallo stesso sentimento di ritorno alla vita. Anche gli accessori contribuiscono a questo girotondo di allegria, tra piume, cristalli e décolletés dai tacchi sottilissimi. Re Giorgio dà il meglio di sé e dimostra così a Parigi, la capitale per eccellenza dell’Haute Couture, cosa sia davvero l’alta moda.

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