Quando ha saputo della morte di Raffaella Carrà ha pianto. Per anni Enzo Paolo Turchi è stato al fianco della regina della tv, scomparsa il 5 luglio a causa di una malattia tenuta nascosta. Per lui era come una sorella. “Ho appreso della morte di Raffaella in un modo un po’ bruttarello”, confida a FqMagazine. “Ero in macchina, stavo guidando, quando mi ha chiamato una persona a me cara per comunicarmi la notizia. È stato davvero un colpo incredibile, mi sono dovuto fermare: mi sembrava impossibile”. Enzo Paolo e Raffaella si erano sentiti per l’ultima volta più di un mese fa. “Ma non mi aveva detto niente che stava male. Nessuno se l’aspettava. Lei, come sempre, con grande dignità, non voleva coinvolgere gli altri nelle cose brutte. Per me è stata una sorella. C’è stato un rapporto talmente forte che per me è stato come perdere una persona di famiglia”.

Era il 1971 quando, insieme, ballarono per la prima volta il Tuca Tuca in tv. All’epoca vennero persino censurati: “Era considerato un ballo osé, fu uno scandalo… assurdo! Oggi, a raccontarlo, ci viene da ridere”. Dirompente, provocatoria, sempre la numero uno in tutto quello che faceva. Così la definisce il ballerino. “Lei era all’avanguardia perché avanti. Percepiva prima degli altri cosa poteva accadere. Non ha mai seguito una moda, semmai le ha lanciate”.

Ancora, Enzo Paolo aggiunge: “Lei era ed è – perché non riesco neppure a pensare che non c’è più – una vera star mondiale. Tutti la amano per il suo carisma, la sua personalità, a prescindere dalla sua bravura. La amano i bambini, gli adulti, i giovani. Abbraccia tutte le generazioni. Quando scendeva dal palco, poi, era una persona normalissima. La incontravi al supermercato a fare la spesa in tuta… Siccome l’ho conosciuta, posso dire con certezza che non ce ne saranno più di star come lei. Lo dico perché è la verità. Perché conosco Raffaella. Non ci sarà mai più una come lei”. Quando gli chiediamo il ricordo più bello, però, Turchi fa fatica a sceglierne uno specifico. Sono troppi, e tutti belli. “I ricordi sono tanti, difficile sceglierne uno. Abbiamo vissuto tanto all’estero. Insieme, abbiamo girato il mondo con le tournée. Si partiva e si tornava dopo sei mesi, e lei – dovunque si andava – veniva sempre accolta con un grandissimo affetto”.

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