Intraprendere la carriera politica? Sì, ci ho pensato. Non lo faccio perché mia moglie non vuole, ha paura, sa che sono un tipo trasparente, anche eccessivamente integerrimo, e teme che, facendo politica, potrei essere irretito da persone molto più scaltre di me. Però mi farebbe proprio piacere, ci sono tante cose che non mi piacciono e, da cittadino, sarei contento di provare a migliorarle”. A dirlo è Alessandro Gassmann che in un’intervista alla Stampa parla del suo impegno civico e delle battaglie che quasi quotidianamente conduce – sui social e non – per l’interesse pubblico: la più discussa, nei mesi scorsi, quella contro la festa abusiva organizzata dal vicino di casa in pieno lockdown.

“Quando si tratta di salute pubblica, diritti civili e cose che trovo ingiuste, dico e faccio quello che penso – spiega l’attore che a breve tornerà al cinema con il suo nuovo film, il sequel di “Non ci resta che il crimine“-. Mi arreca fatica, so che spesso non dovrei farlo, mia moglie mi “cazzia” per questo, ma ritengo che, quando le regole basilari del vivere comune vengono disattese, sia giusto non accettarlo, e farlo sapere”. E sulle prossime elezioni amministrative della Capitale che si terranno in autunno dice: “Vorrei che i candidati, invece di mostrare in giro le loro facce, pubblicassero dei cartelloni con su scritti i punti basilari dei loro programmi. Roma è una città difficile da amministrare, spero solo che venga eletta una persona onesta, in grado di fare bene il proprio lavoro”.

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