Enorme, brulicante di vita e moderna, con le sue popolose metropoli dai grattacieli con i vetri oscurati, i treni a levitazione magnetica, i suoi frenetici centri commerciali e le industrie all’avanguardia. Una specie di nuova America d’Oriente, tanto appare contemporanea leggendo le cronache quotidiane che dipingono un paese industrializzato dove tutto è stato costruito daccapo e ogni persona è intenta solo a lavorare. Qualcosa lontano anni luce dalle idilliche rappresentazioni Ming o dagli scenari raccontati in Lanterne Rosse, ma non lasciatevi ingannare, dietro la corte di splendente modernità la Cina contemporanea è un mix di opposti e contraddizioni, passato e futuro. E la società è talmente fluida e multiforme che difficilmente si potrebbe rappresentare in una visione unica. Fermandosi a guardare, il paese della Grande Muraglia conserva ancora tutto il suo fascino solenne, sempre capace di suscitare emozioni e sentimenti contrastanti. Rispetto, per la sua cultura millenaria, ammirazione, per le sue città e il suo veloce sviluppo economico, fascinazione, per le sue filosofie di vita e la complessità della sua storia. Per provare a comprendere davvero l’enigma cinese, occorre liberarsi dagli schemi mentali tipicamente occidentali, superare le city e avvicinarsi alla sua complessità, scevri da pregiudizi e pronti ad ascoltare una storia sorprendente e unica. A parlare saranno gli odori della sua rinomata cucina tradizionale che pervadono le strade da Pechino a Chengdu, i templi costruiti in cima alle montagne più alte del mondo e le statue del Buddha che appaiono tra le automobili, i maestri di Thai Chi che insegnano nei parchi urbani della modernissima Shangai e i contadini che zappano in villaggi dimenticati dal tempo. Oltre le sue metropoli, e spesso anche al loro interno, si svela infatti il ricchissimo patrimonio di quella che è a tutti gli effetti la civiltà più antica del mondo, a patto di non conteggiare quelle andate perdute, ricca di arte e filosofia, tradizioni e storie che continuano ad essere tramandate. Non lasciatevi scoraggiare dunque da tanta complessità e grandezza, fisiche e ideali, preparate i bagagli e affidatevi alla filosofia, cinese ovviamente: “un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo”, diceva il saggio fondatore del taoismo Lao Tzu. Prima di tracciare gli itinerari e organizzare ogni dettaglio del vostro viaggio, varrà invece la pena di guardare proposte come quelle Viaggidea by Turisanda, così da partire sicuri di trovare risposte.

Segni e simboli
Solo a enumerare le mete principali che può offrire un paese come la Cina, si può perdere la bussola. Poco male allora, cominciamo dai simboli che popolano il nostro immaginario. Chi non ha mai pensato, almeno una volta, all’immensità della Grande Muraglia? Già immaginare gli oltre ottomila chilometri di mura, torri e camminamenti che ancora oggi attraversano la Cina, toglie il fiato. E pensare che questo Patrimonio Mondiale dell’Umanità, una delle sette meraviglie del mondo, è il più imponente e formidabile sistema difensivo mai costruito nell’antichità. Perciò affacciatevi sulle mura e guardate il “resto del mondo” proprio come l’Imperatore Qin Shi Huang, lo stesso sovrano che fece costruire l’iconico Esercito di Terracotta. Per farlo non occorre inoltrarsi troppo all’interno del paese o sfuggire antichi soldati, alcuni dei suoi tratti più belli sono raggiungibili in funivia, a poche decine di chilometri da Pechino. La Capitale stessa è uno dei simboli per eccellenza di tutta la Cina, sintesi perfetta tra passato e presente di questo grande Paese. Vi basterà passeggiare lungo piazza Tien An Men e visitare il Mausoleo di Mao, per assistere alla migliore lezione di storia contemporanea possibile, prima di immergervi nell’antichità attraversando la Porta della Pace Celeste inoltrandovi così nella Città Proibita, o lasciarvi incantare dal Tempio Celeste. Dopodiché, circondati dalle centinaia di lanterne rosse che addobbano la seducente via dei Diavoli, sedetevi a un ristorante tradizionale e concedetevi un’anatra laccata: non c’è modo migliore per immergersi a fondo in un’altro aspetto iconico della cultura cinese, il suo profondo legame col cibo. A rappresentare al meglio la pulsante contemporaneità della Cina, ci pensa la frenetica Shanghai, con i suoi treni a levitazione Maglev, nulla da invidiare a quelli giapponesi, i quartieri bohémien, e l’iconico skyline di Pudong. Guardatelo, e vedrete forse il futuro del mondo. E l’elenco di suggestioni da aggiungere a questa lista essenziale potrebbe procedere all’infinito, passando dagli habitat dove vivono gli affettuosi Panda alle foreste incantate ammirate in film come Avatar, per questo Turisanda ha studiato diversi itinerari appositamente cuciti addosso a curisità e desideri di ognuno.

Nanchino e la provincia dello Jiangsu
Lo chiamano il Paese delle Acque, e se pensate ai suoi numerosi laghi, a fiumi imponenti come lo Yiangtze, il Fiume Azzurro, o allo straordinario Gran Canale Imperiale (un’opera di quasi 1800 chilometri cominciata oltre 2500 anni fa per congiungere la Cina da nord a sud) capirete il perché. È la provincia dello Jiangsu, fin da tempi antichissimi faro economico e culturale del sud-est del paese grazie alle sue fertili pianure, oltre che meta di migliaia di turisti vogliosi di immergersi nei segreti della cultura cinese. Grande come l’Islanda, popolosa quanto la Francia, questa provincia ha visto nascere, nel corso dei millenni, città potenti e prestigiose al centro della storia della Cina per molto tempo. Uno scrigno di tesori e storia che rende lo Jiangsu il posto ideale in cui dare inizio a un viaggio alla scoperta della cultura cinese. Ad attendervi, antiche capitali imperiali che affascinarono anche Marco Polo e conservano intatte le vestigia del loro glorioso passato, imponenti vie d’acqua che ospitano commerci e città di palafitte, raffinati giardini classici e una ricca quanto gustosa cucina tradizionale che qui vede nel pesce il suo piatto forte.

Parte importante di questa lunga storia la racconta oggi la sua capitale, Nanjing, distesa insieme ai suoi 8 milioni di abitanti sul delta del Fiume Azzurro. Durante la Dinastia Ming, fu per quasi trecento anni la capitale meridionale dell’Impero (dal 1368 al1644), e come potrete immaginare non è la tipica città moderna cinese. Se grattacieli e tecnologie non mancano di certo, la capitale dello Jiangsu conserva infatti intatto tutto il suo fascino imperiale, a cominciare dalla sua via d’accesso, l’antica Porta Yifeng, le sue mura difensive alte fino a 20 metri e ancora perfettamente conservate, e la meravigliosa Città Vecchia. Le sue lontane origini (secondo la leggenda, la fondazione risale al 495 a.C.), oltre che la nobile storia, ne fanno uno dei centri più visitati di tutto il paese, proprio per la sua atmosfera sospesa tra passato e presente. Se siete affascinati dalle religioni orientali, non potrete perdervi la Terrazza della pioggia di fiori, antico luogo di pellegrinaggio buddhista, anche se ad attirare maggiormente l’attenzione è l’imponente Mausoleo del Dottor Sun, primo Presidente provvisorio della Repubblica, con la sua lunga scalinata fino alla cima. Tra una visita e l’altra, il consiglio è di provare anche un’altro aspetto della cultura cinese, legato alle antiche tecniche di tessitura che vedono nello Yun Jin (il broccato delle nuvole) di Nanchino il loro esempio più alto e nobile. Il nome si fa risalire alla dinastia Qing, e ne rappresenta mirabilmente quella bellezza “come le nuvole nel cielo” risultato di una tessitura delicata che intreccia colori e disegni magnifici e lussuosi. Tanto mirabile, da essere selezionata come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. E poi, lasciatevi sorprendere dal Tempio di Confucio, che incanta per la sua tipica architettura orientale, una vera cartolina. Ma lasciate perdere massime e concetti, più che di un tempio si tratta di un vero e proprio quartiere, ricco di attività commerciali e ristoranti. Perciò, alla prima occasione, fermatevi a mangiare degli spaghetti di riso ai frutti di mare: certo al grano si sostituisce il riso, mentre come condimento troverete salsa di soia e zenzero, ma è proprio la diversità delle sue ricette tipiche vi darà la chiave per comprendere un po’ di più dell’anima del luogo.

Per comprenderne invece la poetica ed addentrarsi nella profonda concezione artistica della cultura cinese, la meta obbligata sono gli idilliaci giardini classici caratteristici di tutto lo Jiangsu, sogni fatti di giardini rocciosi, padiglioni, sentieri tuortuosi, piscine, alberi e fiori, costruiti tra il XVI e il XVIII secolo. Esempi mirabili li potrete ammirare nella città di Suzhou, la cui estetica tradizionale e bellezza senza pari hanno spinto l’Unesco ad annoverarli come Patrimonio dell’Umanità. Qui il Giardino dell’Umile Amministratore, uno dei quattro giardini più famosi in Cina, colpisce per la sua semplicità quasi naturale, rappresentazione perfetta di quell’ideale di grazia caro alla concezione artistica cinese. L’impressione sarà quella di trovarvi immersi in un quadro di paesaggio della Cina d’altri tempi, non a caso il suo layout fu delineato a inizio ‘500 dal noto pittore della dinastia Ming Wen Zhengming, usando penna e inchiostro tradizionali. A questo punto lo avrete capito, un viaggio in Cina è un insieme di contrasti, scoperte, gusti, e bellezze sempre nuovi, che vi sorprenderanno prima, per conquistarvi subito dopo.

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