La Compagnia italiana di navigazione (Cin) del gruppo Onorato ha depositato al Tribunale fallimentare di Milano la proposta definitiva di concordato preventivo e, a quanto si è saputo, sarà depositata anche quella di Moby nelle prossime ore. I giudici fallimentari dovranno, poi, decidere sull’ammissione delle due proposte di concordato. Entrambe le compagnie di traghetti della famiglia Onorato sono in difficoltà da tempo. Alla base della vicenda c’è l’acquisto di Tirrenia tra il 2015 e il 2016 completato grazie a 300 milioni di un bond in Lussemburgo con cedola al 7,7% annuo e 200 milioni di prestiti bancari.

Tutti scaricati sulla Moby che si è ritrovata di punto in bianco zavorrata da mezzo miliardo di debiti. Dovevano essere sostenuti dai flussi di cassa, ma già nel 2016 cominciano paurosamente a flettere fino alla perdita netta nel 2019 di 198 milioni su un fatturato di 271 milioni con un patrimonio netto andato in rosso per 145 milioni. Stesso copione per Cin: ricavi e margini in caduta libera e debiti che lievitano. Ogni volta Onorato rinnova piani industriali su piani industriali ma senza risultati. E così mentre la crisi morde, già a partire dal 2016 ecco che il patron di Mascalzone Latino le prova tutte, in una girandola di operazioni tra parti correlate che vedono protagoniste Moby, Cin e la società di famiglia la F.lli Onorato gestita dai due figli.

Ora i giudici fallimentari dovranno decidere sull’ammissione delle due proposte e, in caso di via libera, partirà la lunga procedura, della durata di alcuni mesi, con passaggi obbligati come l’adunanza dei creditori. A fine maggio, dopo la richiesta di fallimento per Cin da parte della procura di Milano col pm Roberto Fontana, si era saputo che Cin avrebbe chiesto il concordato per evitare il fallimento. Il 6 maggio, il Tribunale milanese aveva concesso un rinvio per lasciare il tempo alla società di trovare un accordo di ristrutturazione del debito con i commissari straordinari di Tirrenia in amministrazione straordinaria (Cin ha 180 milioni di euro di debiti nei confronti dell’ex Tirrenia). Accordo che in quei giorni sembrava vicino e che poi era saltato.

Da qui la strada del concordato in continuità, la stessa che aveva già scelto anche Moby. Nei giorni scorsi, tra l’altro, si era saputo che i commissari di Tirrenia avevano intentato una causa civile con un atto di citazione nei confronti di Moby per riuscire a riscuotere un credito da 60 milioni di euro che Cin vanta con la stessa Moby. Aldilà del procedimento davanti al Tribunale fallimentare, comunque, la procura, che aveva già chiesto il fallimento della compagnia, si può muovere autonomamente sul fronte penale per andare a verificare eventuali irregolarità.

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