Addio all’obbligo di smartworking al 50% per la pubblica amministrazione. I dipendenti pubblici si preparano al rientro al completo in ufficio dopo l’annuncio arrivato da parte del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: “Ho cancellato questo obbligo”, ha detto nel corso della conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto Reclutamento.

“Nel periodo del lockdown abbiamo messo in smartworking la quasi totalità dei dipendenti, tranne la sanità e l’assistenza. Poi si è cominciato a regolare il cosiddetto smartworking al 50%. Uno o due mesi fa abbiamo detto che forse questo tetto poteva essere superato. Ora non c’è più, c’è l’organizzazione dei singoli uffici decisa dai dirigenti, ma garantendo la soddisfazione dei cittadini”, ha spiegato Brunetta.

Il ministro in conferenza stampa ha poi presentato il decreto sulle assunzioni nella pubblica amministrazione per gestire i fondi del Recovery: si tratta di “una ventata di modernità, di novità di rafforzamento della nostra pubblica amministrazione”, ha detto Brunetta. “Veniamo da 12 anni di blocco da turn over, il turn over ora riprenderà al 110% e in alcuni settori anche di più, come nella sanità. ‘Si potrà ri-iniziare con la contrattazione della secondo livello, per cui se si fa un’operazione di efficienza”, ha aggiunto il ministro della Pubblica amministrazione.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sit-in dei lavoratori alla Ceva di Stradella, la polizia in tenuta antisommossa sgombera il presidio con i lacrimogeni – Video

next
Articolo Successivo

Lavoro stagionale, banalità e polemiche: ogni anno la stessa storia. Ma una soluzione c’è

next