La svolta è arrivata quasi all’alba, dopo una notte di interrogatori serrati e, a tratti, anche tesi e drammatici. A tre giorni dalla tragedia del Mottarone, il crollo della cabina della funivia in cui sono morte quattordici persone, tra cui due bimbi, ci sono tre fermati. Si tratta di Luigi Nerini, proprietario della società che gestisce l’impianto, la Ferrovie Mottarone srl, il direttore e il capo operativo del servizio. Le indagini, però, non si fermano e continuano ad emergere nuovi dettagli. Come la testimonianza di Riccardo, un ragazzo che ha preso proprio la funivia del Mottarone lo scorso 9 maggio e, ospite di Barbara D’Urso nell’ultima puntata di Pomeriggio 5, ha raccontato come già allora ci fosse qualcosa che non andava.

Eravamo 27 in funivia, oltre il numero consentito dalle misure anti Covid. Noi siamo rimasti bloccati sullo stesso impianto per 40 minuti – ha raccontato il testimone -. Ci hanno fatto aspettare 40 minuti prima di farci salire alla fermata centrale di Alpino, dalla quale si scende a Stresa o si sale al Mottarone. Degli operai hanno scoperchiato la cabina per fare dei lavori. Poi non hanno fatto fare un giro a vuoto alle cabine. Alcune persone hanno scelto di scendere a piedi. Noi siamo saliti ma la cabina faceva dei rumori strani, abbiamo avuto paura. A un certo punto abbiamo pensato ‘è la fine’“, ha concluso Riccardo. Al che Barbara D’Urso, rimasta senza parole, ha commentato: “Sicuramente gli inquirenti acquisiranno la tua testimonianza”.

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