Jessica Rossi ed Elia Viviani. Saranno loro i due portabandiera del Team Italia nella cerimonia di apertura della XXXII edizione dei Giochi Olimpici Estivi che si terranno a Tokyo. Una scelta storica per due motivi: è la prima volta che si scelgono due atleti e non uno a rappresentare i colori nazionali, tiro a volo e ciclismo non avevano mai avuto l’onore di vedere nominati propri atleti in occasione del solenne momento che sancisce l’inizio della manifestazione a cinque cerchi. Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha ufficializzato la scelta questa mattina alla Giunta che si è riunita al Salone d’Onore del CONI al Foro Italico.

Il ciclista e la campionessa di tiro a volo sono entrambi olimpionici. Jessica Rossi, campionessa olimpica di Tiro a Volo nel Trap, è nata a Cento (Ferrara) il 7 gennaio 1992 e tesserata per le Fiamme Oro. Ragazza prodigio capace di vincere il Mondiale (Maribor 2009) e di conquistare il titolo europeo (Osijek 2009) a soli 17 anni, ha trionfato ai Giochi di Londra 2012, centrando l’oro grazie a uno strepitoso record del mondo, 99/100, diventando la seconda atleta azzurra più giovane della storia a vincere un oro olimpico individuale, battuta per pochi mesi solo da Federica Pellegrini. È stata anche la prima atleta azzurra a diventare campionessa olimpica nella sua specialità, il Trap. Successivamente all’oro di Londra ha vinto l’oro ai Mondiali del 2013 a Lima e ai Mondiali del 2017 a Maribor. Complessivamente vanta anche 5 ori ai Campionati Europei e un oro ai Giochi del Mediterraneo del 2013 a Mersin.

Elia Viviani, oro nell’Omnium a Rio 2016, è un ciclista universale: eccelle sia su strada sia su pista. È nato a Isola della Scala, in provincia di Verona, e ha iniziato ad autografare la sua favola agonistica nel 1998, collezionando numerosi successi a livello giovanile. Nel 2005 ha conquistato due ori al Festival della Gioventù Europea di Lignano Sabbiadoro, decretando il suo patto sacro con la maglia azzurra. Nel 2010 è stato scelto dal Team Liquigas, la sua prima squadra professionistica. Nella sua carriera ha conquistato 12 medaglie complessive agli Europei su pista, in tutte le specialità (con 8 ori, un argento e 3 bronzi) e 3 podi Mondiali (due argenti e un bronzo). Attualmente tesserato per la Cofidis, su strada ha messo in bacheca un oro europeo (nel 2019) e un argento (2017), oltre alle innumerevoli vittorie in Coppa del Mondo e nelle classiche: ha messo la firma anche su alcune tappe del Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta. La sua gemma, per sempre incastonata nella storia dello sport azzurro, è il successo su pista nell’ultima edizione dei Giochi. Gli ultimi podi olimpici su pista risalivano a Sydney 2000, grazie ad Antonella Bellutti (oro nella corsa a punti), Marco Villa e Silvio Martinelli (bronzo nell’americana), con quest’ultimo che firmò anche l’ultimo trionfo al maschile ad Atlanta 1996. Da sottolineare una curiosità relativa a Elia Viviani, che ha appreso la notizia mentre era impegnato nella dodicesima tappa del Giro d’Italia. Un semplice “grazie” prima di tornare a pedalare è stata la sua reazione.

Come detto, la scelta di Jessica Rossi ed Elia Viviani come portabandiera alle Olimpiadi di Tokyo scrive la storia. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, per la prima volta dall’introduzione della figura del portabandiera – i Giochi di Stoccolma 1912, quando il ruolo venne attribuito al ginnasta Alberto Braglia – ha deliberato una doppia designazione in vista di Tokyo 2020, in ossequio alle raccomandazioni del Comitato Olimpico Internazionale. Ciclismo e Tiro a Volo sono due discipline che hanno inorgoglito il palmares azzurro: insieme hanno conquistato quasi 100 medaglie olimpiche, il 15% del totale dell’Italia e circa un quarto delle medaglie d’oro complessive del palmares azzurro.

Portabandiera? Nessuno sapeva niente, l’unico modo per fare le cose. C’erano tante idee. Per la prima volta così tante variabili hanno inciso in modo decisivo sulla scelta” ha detto il presidente del Coni Giovanni Malagò. Che poi ha spiegato: “Molti sport ancora non sanno chi si qualifica, molti sport di squadra che hanno qualificato le squadre non sanno chi saranno i convocati, e terzo c’è il problema enorme riguardo le date di arrivo e partenza per Tokyo – ha sottolineato – Quindi dovevano essere persone che gareggiavano la prima settimana. Da sempre ho solo pensato ad accettare l’invito di Bach di sfruttare questa nuova possibilità di avere un portabandiera uomo e uno donna, alfieri di un paese. La scelta è andata su due persone che hanno un denominatore comune, medaglie d’oro olimpiche e si è voluto puntare su due sport che hanno portato quasi 100 medaglie olimpiche, quasi 50 ori, nella storia le Paese, per esattezza 91 e non hanno mai avuto un portabandiera, un fatto sensazionale”.

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