Franco Battiato è morto nella notte all’età di 76 anni. Il cantautore siciliano si trovava nella sua casa di Milo, in provincia di Catania, dove si era ritirato da tempo. La conferma è arrivata dai suoi cari: “Le esequie si terranno in forma strettamente privata. La famiglia ringrazia tutti per le innumerevoli testimonianze di affetto ricevute”.

Nato il 23 marzo 1945 a Ionia, Battiato è il Maestro della musica italiana, a cui lascia brani indimenticabili come La cura, Centro di gravità permanente, Voglio vederti danzare, spaziando tra diversi generi e combinandoli tra loro in modo sempre personale. Pochi mesi fa, proprio in concomitanza con il suo 76esimo compleanno, era stato ripubblicato La voce del padrone, l’album epocale che 40 anni fa fu il primo in Italia a superare il milione di copie vendute.

Io avrò cura di te“. Per me la più bella con le parole più semplici e più potenti. Grazie di tutte le emozioni che ci hai dato“. Enrico Letta saluta il Maestro su Twitter con le parole di una delle sue più belle canzoni. Non è il solo. Appena arrivata la notizia, con il segretario del Pd sono in molti a scrivere sui social i versi scritti da Franco Battiato, poesia in musica, indimenticabili nella memoria collettiva. Tra i tanti che dedicano un pensiero al cantautore siciliano, il ministro Franceschini: “Ci ha lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne“. Cita Prospettiva Nevski, canzone contenuta in Patriot (1980) Giuseppe Conte, “‘E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire’, ciao Maestro“. Lo stesso fa il vicesegretario del Partito Democratico, Peppe Provenzano. “L’Italia si inchina alla vita, all’opera di Franco Battiato. A Dio Maestro”, scrive Giorgia Meloni. ‘Seduto sotto un albero a meditare/ mi vedevo immobile danzare con il tempo/come un filo d’erba/che si inchina alla brezza di maggio/ o alle sue intemperi. Ci lascia Franco Battiatto, un filosofo, un uomo libero che non si è mai piegato alle mode. Riposa in pace maestro“. Così Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

In tanti citano e ricordano “La voce del padrone“, un album che, si legge in molti tweet, andrebbe ricordato e riascoltato per intero. Un capolavoro: canzoni “pop” con testi altissimi che entrarono nelle case di molti italiani, come fosse qualcosa che non si poteva fare a meno di avere né di ascoltare. Pop per quel che riguarda melodie e arrangiamenti, con incursioni nel punk, nella new wave, nell’elettronica, è solenne e altissimo nei testi.

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