Rula Jebreal non andrà ospite a Propaganda Live su La7. La giornalista, invitata nella puntata in onda stasera per parlare dell’escalation nel conflitto israelo-palestinese, ha deciso di declinare l’invito dopo aver appreso su Twitter di essere l’unica donna in scaletta. Dall’account social della trasmissione era partito infatti questo tweet: “Stasera torna Propaganda Live. Saranno con noi Rula Jebreal, Michele Serra, Elio, Caparezza, Colapesce e Dimartino, Valerio Aprea, Fabio Celenza, Claudio Morici, Memo Remigi e il maestro Enrico Melozzi per ricordare Ezio Bosso. Ci vediamo alle 21,15 su La7”. Jebreal ha quindi deciso di ritirare la sua disponibilità. “7 ospiti… solo una donna. Come mai?? Con rammarico devo declinare l’invito, come scelta professionale non partecipo a nessun evento che non implementa la parità e l’inclusione“, ha twittato a sua volta.

Il caso sta alimentando non poche polemiche sui social, tra chi difende la trasmissione – da sempre attenta al rispetto dei diritti – e chi appoggia la decisione di Jebreal. Nel frattempo il programma di La7 ha precisato che il parterre di stasera prevede, come sempre, anche altre presenze femminili che fanno parte del cast fisso. “Saranno con noi, come ogni settimana, anche Constanze Reuscher, Francesca Schianchi, Marco Damilano e Paolo Celata”. Il direttore della rete, Andrea Salerno, è quindi intervenuto per precisare che, a suo parere, si è creato un “grande equivoco, dovuto a un tweet che all’occhio di un persona che non conosce il nostro programma può essere stato fuorviante. Spero che l’equivoco rientri prima della diretta di questa sera perché ci tenevamo a parlare con lei del conflitto arabo-israeliano“.

La giornalista, nata ad Haifa e con doppia cittadinanza (israeliana e italiana), nelle ore successive ha però ribadito la sua posizione: “Le mie parole al festival di Sanremo e il mio impegno per la parità e l’inclusione sono principi morali che guidano la mia vita”, si legge in un altro tweet. “Non sono solo parole, sono scelte! La sottorappresentazione femminile nei media italiani è parte centrale del problema”.

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