La “querela”, alias “esposto”, alias “segnalazione” della Regione Veneto nei confronti del professore Andrea Crisanti ha dato luogo a una serie di non-risposte del governatore leghista Luca Zaia durante la quotidiana conferenza stampa nella sede della Protezione Civile. È da una settimana che i giornali ne scrivono, il virologo interessato ha citato addirittura Galileo Galilei, sostenendo che la scienza non si può processare, mentre docenti e sanitari si sono schierati per difenderlo. Eppure il presidente del Veneto non spiega se la Regione abbia usato lo strumento della querela o del semplice esposto per bacchettare Crisanti e il suo famoso studio sui tamponi rapidi, largamente usati dalla Regione durante la seconda ondata. Capire come e che cosa il Veneto contesti al dirigente della Microbiologia di Padova e docente dell’Università è quanto mai urgente vista la bufera politica che si è scatenata e visto l’avvio di un’indagine preliminare a Padova per frode in pubbliche forniture riferita al massiccio utilizzo di tamponi rapidi di prima e seconda generazione.

Il mistero si è infittito quando, durante i lavori della Quinta Commissione, convocata d’urgenza su richiesta delle minoranze, il direttore generale di Azienda Zero, Roberto Toniolo, ha affermato: “Nessuna denuncia, né esposto, solo una relazione informativa alla Procura, a fronte di notizie di stampa, dichiarazioni, atti”. Il dg ha quindi sminuito la decisione di chiedere alla magistratura di indagare, anche perché nel frattempo è cresciuta l’eco di questo capitolo finale dello scontro, in atto da più di un anno, tra Zaia e il professore venuto da Londra per lavorare in Italia. A monte di Azienda Zero c’è infatti la Regione (anche se ha autonomia giuridica) e non è escluso che della “segnalazione” (firmata dall’avvocato Fabio Pinelli di Padova, penalista utilizzato molto spesso dalla Regione) fossero informati anche i vertici. E nelle carte inviate in Procura a Venezia (che le ha poi girate a Padova per competenza) ci sono riferimenti alle critiche formulate nei confronti della Sanità regionale. Quindi la Regione è inevitabilmente coinvolta. Alle domande, però, Zaia non risponde.

Si tratta di querela, esposto o segnalazione? “Dovete parlare con il dottor Toniolo”. Il governatore, che ha richiamato perfino la Santa Inquisizione, si chiama fuori dalla questione? “No, non mi chiamo fuori, ma dovete parlare con il dottor Toniolo”. Azienda Zero ha agito su impulso della Regione o del suo presidente? “Chiedete al dottor Toniolo”. Per sette volte viene ripetuta la medesima giaculatoria. Ma che senso ha una conferenza stampa? “Che voi fate le domande, e io rispondo”. Il paradosso è che anche il legale di Toniolo si trincera dietro un laconico “non ritengo corretto interloquire con i media su un profilo professionale”.

Però questa querela non-querela ha una sua storia. Anche se il nome di Crisanti come obiettivo dell’iniziativa giudiziaria non è citato, c’è una “deliberazione” dell’allora commissario Patrizia Simionato che il 25 gennaio 2021 dava mandato a Pinelli per “la tutela delle ragioni di Azienda Zero, anche quale ente di governance dell’intero Sistema Sanitario Regionale, e della sua immagine, unitamente a quella dell’intero Ssr”, promuovendo “tutte le occorrenti iniziative nelle sedi giudiziarie” a fronte di una nota partita il 12 gennaio 2021 dalla sede della Regione. Luciano Flor, direttore generale della Sanità del Veneto, chiedeva di attivare i dirigenti sanitari e di chiedere loro una relazione. L’avvocato Pinelli aveva già emesso una diagnosi su articoli di stampa, dichiarazioni e atti indicati da Flor, ritenendo “sussistenti gli elementi costitutivi del reato di diffamazione aggravata”. Sono passati tre mesi ed ecco spuntare la notizia di Crisanti finito sotto il fuoco incrociato delle ire di Azienda Zero alias Regione Veneto per le critiche formulate. Qualche giornale locale ha anche fornito un elenco di articoli e dichiarazioni incriminati, tutti riferiti a Crisanti e centrati soprattutto sulla presunta non attendibilità dei tamponi rapidi e sull’escalation di morti registrati in Veneto da novembre a gennaio. Lo scontro tra il virologo e i vertici della Regione, iniziato un anno fa, sembra ora vicino al grande epilogo.

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