Qualsiasi cosa scriveremo su Questo è il piacere (Einaudi) di Mary Gaitskill verrà usato contro di noi nel tribunale gogna del #MeToo. Mani avanti e giudizio sintetico: è un gioiello. Compressi in nemmeno 90 paginette in forma diaristica/memoriale si alternano simmetricamente alcune riflessioni/confessioni di Quinlan Maximillian Saunders (Q.) e Margot (M.). Entrambi oramai grandicelli e influenti editori di libri negli Stati Uniti (costa est), amici da una ventina d’anni da quando lui una sera al ristorante le si avvicinò infilandole una mano sotto la gonna e lei lo fermò con un forte “No” e il palmo della mano sbattuto davanti al naso. Ora Q. è stato accusato di molestie da alcune sue colleghe di lavoro e sta come attendendo il giudizio di una qualche forma di giustizia, mentre sgombera l’ufficio, rievoca gli incontri con alcune di quelle donne accusatrici tra lo spiritoso e il lascivo, l’eccessivo e il rispettoso, il provocatorio e l’invadente, ma mai sfociati in rapporti sessuali. M. invece non ha seguito la coda di accusatrici, arrabbiata sì ma ancora un filo compassionevole verso l’amico. Sospeso sul precipizio di una consequenzialità narrativa che apparentemente non sembra mai volersi formare, con questa modalità di distillare tracce significative ma senza unire i puntini in una figura intera, il testo della Gaitskill, come scrive il Guardian, pulsa di una “tenera attenzione alla complessità” sia concettuale che linguistica propria di chi sa suscitare volontariamente un cortocircuito morale e culturale. Sì, l’avete capito, una scrittrice che sta dalla parte dell’orco. Ma Q. è un orco o è un qualcos’altro ininquadrabile nella categorizzazione dicotomica vittima/carnefice, oppure più propriamente del testo sul confine piacere/dolore? Dedicato più che a chi di desidera una sentenza definitiva (in fondo qualche giallo con colpevole in libreria si trova sempre), apprezza e rimane affascinato nella costruzione del dubbio. Voto (modello microaggressione): 8

Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti a Gaitskill (Questo è il piacere), Agosti (Se esplodi fallo piano), Venturini (L’anno che a Roma fu due volte Natale)

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