Walter De Benedetto, l’uomo malato di una forma molto grave di artrite reumatoide, il 27 aprile è stato assolto dal Tribunale di Arezzo dopo essere stato accusato di coltivare cannabis terapeutica nel giardino di casa Cannabis terapeutica. Ed è proprio a casa sua che Walter ha accolto con gioia la decisione dei giudici, festeggiando con un ristretto gruppo di amici che dall’inizio della sua vicenda gli sono sempre stati vicino. Tra questi anche I Matti delle Giuncaie, che gli hanno dedicato una canzone, e che l’hanno sorpreso con un mini-concerto privato, cantando insieme a lui il nuovo brano intitolato “Matto”. “Sono soddisfatto, non solo per me ma anche per tutti coloro che vivono nelle mie stesse difficoltà proprio perché è stato affermato il principio del diritto di cura con la cannabis a solo scopo terapeutico – ha detto De Benedetto dopo la pronuncia del giudice – Ringrazio chi mi ha sostenuto e la mobilitazione che si è creata intorno a me. Da questa sentenza possiamo partire per portare avanti la nostra lotta”.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’ex presidente del Corecom toscano Enzo Brogi che per primo aveva sollevato il caso e dai parlamentari Caterina Licatini del Movimento 5 Stelle e Riccardo Magi di +Europa. Proprio quest’ultimo nei mesi scorsi si era reso protagonista di una protesta particolare: portò della cannabis a Walter De Benedetto, nella sua casa a Ripa di Olmo, nei pressi di Arezzo, e poi si autodenunciò a Roma. De Benedetto, 48 enne ex dipendente comunale, aveva deciso di coltivare autonomamente la cannabis per lenire i dolori causati dalla malattia, sostenendo che le dosi prescritte non fossero sufficienti.

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