Cadaveri cremati in strada, pire improvvisate. Vaccinazioni che proseguono a rilento, ospedali sull’orlo del collasso a corto di bombole di ossigeno, personale e materiale. La pandemia in India attraversa il suo peggior momento dall’inizio della crisi e per il quinto giorno consecutivo sono stati registrati oltre 300mila contagi da coronavirus: l’ultima settimana c’è stata una crescita cumulativa dell’89% dei decessi per Covid-19 e un totale di 2,2 milioni di nuovi casi, il più alto aumento su sette giorni registrato da qualsiasi Paese. Nelle ultime 24 ore si è segnato un nuovo record negativo, con 352.991 casi diagnosticati, per un totale di 17 milioni di contagi mentre i decessi, calcolando i 2.812 di oggi, sono complessivamente 195.123. A determinare l’impennata è stato il diffondersi della variante indiana, che ha indotto il premier britannico Boris Johnson a cancellare anche la sua visita a Nuova Delhi.

Una situazione drammatica, dove il problema più serio ovunque in queste ore è la mancanza di ossigeno: nello stato del Tamil Nadu, una riunione di tutti i partiti ha deciso all’unanimità di riattivare lo stabilimento della Sterlite, chiuso dal 2018 perché inquinante, per produrre ossigeno, per almeno quattro mesi. Sia gli Stati Uniti che il Regno Unito hanno offerto aiuti immediati, anche se non è chiaro se Biden offrirà all’India parti delle dosi del vaccino AstraZeneca che ha in stock. Boris Johnson ha fatto sapere che nove aerei carichi di ventilatori, ossigeno e di dispositivi di protezione sono già in volo verso l’India.

La diffusione della pandemia – Il Karnataka, lo stato indiano in cui la pandemia corre più veloce, entra in lockdown da domani per quindici giorni. Il governatore Yediyurappa ha annunciato oggi che tutti gli spostamenti saranno proibiti e che nemmeno i mezzi pubblici saranno autorizzati a muoversi. I nuovi casi hanno avuto una forte impennata negli ultimi giorni nella capitale dello stato, Bengaluru. Il Karnataka è comunque solo il terzo stato più colpito, dopo il Maharashtra e l’Uttar Pradesh, ed è seguito dal Kerala: secondo il ministero alla Salute, in questi quattro stati si concentra più della metà di tutti i casi attivi nel paese. Mentre in West Bengala è in corso la penultima giornata delle votazioni per il rinnovo del governo statale, Sanjib Banerjee e Senthilkumar Ramamoorthy, giudici dell’Alta Corte di Madras, questa mattina hanno puntato il dito contro la Commissione Elettorale sostenendo che l’organismo indipendente, che non ha bloccato le elezioni in cinque grandi stati del paese, è responsabile della diffusione del contagio, e “dovrebbe essere incriminata per assassinio”.

Il governo censura le critiche sui social – Il governo fa anche i conti con un’ondata crescente di malcontento che si diffonde via social e reagisce con la censura, ordinando a Twitter di rimuovere diversi post critici sulla gestione della crisi. Secondo quanto riporta la Bbc, un portavoce del social media ha confermato che è stata bloccata la visualizzazione di alcuni contenuti in India, dove la notizia ha provocato l’indignazione di migliaia di persone. Riferendosi alla carenza di ossigeno medicale negli ospedali, un utente di Twitter ha accusato il governo di “trovare più facile rimuovere i tweet che garantire l’approvvigionamento di ossigeno”, mentre in molti hanno criticato l’esecutivo per essersi concentrato sulla “censura” mentre il Paese è nel mezzo di un “disastro umanitario“. La piattaforma di San Francisco non ha specificato quali contenuti siano stati rimossi, ma i media indiani sostengono che tra i tweet censurati ci siano quelli un politico del Bengala Occidentale che riteneva il primo ministro Narendra Modi direttamente responsabile delle morti di Covid e di un attore che criticava Modi per aver tenuto comizi politici mentre il virus dilaga.

Twitter, ha spiegato la ‘Bbc‘, ha dichiarato di aver rivisto la pubblicazione di alcuni contenuti dopo aver ricevuto una “richiesta legale valida”. Il governo indiano avrebbe citato l’Information Technology Act 2000. “Se si determina che (un contenuto, ndr) è illegale in una particolare giurisdizione, ma non viola le regole di Twitter, potremmo negare l’accesso al contenuto solo in India”, ha fatto sapere la piattaforma di microblogging. Un funzionario indiano ha sostenuto che il materiale bloccato è fuorviante o potrebbe scatenare il panico. “È necessario agire contro quegli utenti che usano impropriamente i social media durante questa grave crisi umanitaria per scopi non etici”, ha detto al giornale ‘The Hindu un funzionario del ministero dell’Elettronica e dell’Informatica.

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