“Me l’hanno voluta far pagare”. Fabio Fognini non ha usato mezze misure per commentare la squalifica ricevuta all’ATP di Barcellona per offese a un giudice di linea. Secondo il tennista ligure la decisione di eliminarlo dal torneo non era realmente collegata ai fatti di campo: “Ero qui per giocare a tennis, per lottare in campo – ha detto, come si legge sul sito di SkySport24 – Anche se stavo perdendo, non importa. Ma quello che mi hanno fatto oggi è stato qualcosa di inspiegabile. Voglio andare a fondo a questa cosa. Me l’hanno voluta far pagare“. A distanza di giorni, del resto, non sono ancora chiare le motivazioni che hanno portato alla squalifica dell’azzurro: dalle immagini non si riscontra nessuna offesa al giudice e, nonostante l’assenza di pubblico, non si sente alcun insulto.

Al momento della squalifica Fognini era al secondo set, in svantaggio 0-6 e 4-4 contro il numero 147 del ranking, lo spagnolo Zapata Miralles. Il motivo dell’allontanamento, secondo quanto refertato dal supervisor, è stato il comportamento antisportivo tenuto dal tennista italiano, che pochi game prima era stato già redarguito per aver tirato “in cielo” una palla in un momento di nervosismo. “Stavo semplicemente provando a raddrizzare la partita combattendo fino alla fine – le parole di Fognini al termine del match con Zapata Miralles riportate sul sito di SkySport – Mi hanno tolto la possibilità di lottare senza che mi meritassi di essere trattato così. Questa storia non finisce qui. Ho fatto di peggio nella mia carriera e non sono mai stato squalificato. E tutta la vicenda è stata gestita in maniera pessima. Non ho insultato nessuno – ha detto ancora – Certamente quando sono incazzato, come oggi, le parolacce volano, come succede a tanti altri. Ma evidentemente me l’hanno voluta far pagare. Potevano darmi un penalty point, come mi è capitato tante altre volte, invece mi hanno impedito di continuare giocare. Cosa farò con ATP? Non ne ho la minima idea, si vedranno le conseguenze“.

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