“Il diritto alla salute è un bene comune e dev’essere garantito allo stesso modo: a Bergamo così come in Uganda”. A Entebbe, nell’Africa orientale, Emergency ha aperto le porte del nuovo centro chirurgico pediatrico. Una struttura progettata da Renzo Piano e che ospiterà settantadue posti letto e tre sale operatorie. “Il modo migliore per aiutare l’Africa è fare lì quelle stesse cose che vorremmo avere anche qui da noi, in Italia” racconta il fondatore di Emergency, Gino Strada. E così da ieri nella nuova struttura sulle rive del lago Vittoria sono entrati Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan. Bambini tra i tre e gli undici anni ricoverati per problemi all’apparato genitale e gastro-intestinale. “Il target sono proprio i bambini – spiega il Programme Coordinatore Marcello Cospe – questo è un paese di 46 milioni di abitanti con la metà della popolazione sotto i quindici anni”. Qui la mortalità infantile sotto i cinque anni è di 49 morti su 1000 nati e il 30% di questi decessi è causato dalle mancanze di cure adeguate. “Il Centro di Entebbe triplica di fatto la disponibilità di posti letto chirurgici per i bambini in Uganda – spiega Emergency – e diventerà un punto di riferimento per le necessità chirurgiche di tutto il continente africano”. Ma c’è un altro grande obiettivo. “In tutto il Paese ci sono soltanto medici di chirurgia pediatrica – spiega Cospe – da qui l’esigenza di formare personale medico che possa in futuro non solo gestire l’ospedale, ma anche girare per operare in altri parti del paese”. Proprio per questo, nella struttura ospedaliera lavoreranno a pieno regime 385 persone di cui soltanto il 20% proveniente da fuori. “L’apertura dell’ospedale rappresenta un punto di svolta per i bambini dell’Uganda e della regione dell’Est Africa – ha dichiarato il ministro della sanità ugandese Ruth Aceng Ocero – grazie alla sua offerta di prestazioni di chirurgia pediatrica di alta qualità, senza alcun costo per i pazienti”. Un centro che si aggiunge a quello inaugurato nel 2007 a Khartoum, in Sudan e che arricchisce l’offerta della rete sanitaria di eccellenza in Africa (ANME) nata nel 2010 su iniziativa di Emergency a cui hanno aderito undici paesi. “Speriamo che si riesca a riportare l’attenzione sulle tematiche di salute globale che questa pandemia ci ha anche sbattuto in faccia – conclude Rossella Miccio, presidente di Emergency, ricordando l’impegno della Ong nell’ospedale in fiera di Bergamo e in tante altre parti d’Italia – non ci dev’essere differenza nel diritto alle cure: noi stiamo continuando a fare il nostro pezzettino”

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Scuola che vai, ingorgo che trovi: le zone pedonali dovrebbero essere la norma

next
Articolo Successivo

Napoli, la classe sciopera perché il compagno trans possa usare il bagno dei maschi. E la preside fa marcia indietro

next